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«L’assessore Venturi sbaglia obiettivo»

 «L’assessore Venturi sbaglia obiettivo»

Il segretario provinciale della Fimmg: la Regione ha da sempre scarsa stima per i medici di base

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REGGIO EMILIA. È dura nel modo e nel merito la replica del segretario provinciale della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) dottor Euro Grassi alle parole dell’assessore regionale alla sanità Sergio Venturi che ha dichiarato alla Gazzetta che «i medici di medicina generale dovrebbero smetterla di sentirsi un corpo estraneo rispetto al sistema sanitario della Regione, e cominciare a ragionare come se fossero invece una parte del sistema».

Una contrapposizione di lunga data quella tra Fimmg e la Regione, con il primo sindacato per iscritti tra i medici e i pediatri di famiglia che accusa, e non da oggi, i vertici della sanità regionale di avere nei loro confronti scarsa attenzione e considerazione. Verso chi - chiosa Grassi - cura il 98% della popolazione per 365 giorni l’anno e con solo il 6% delle risorse impiegate nella sanità» . «Sentite le dichiarazioni di Venturi - attacca Euro Grassi - credo che abbiamo davvero un problema ed è l’assessore. Non sono i medici di medicina generale che dal 1982 hanno dimostrato di essere parte del sistema salvando le aziende da buchi economici mostruosi non causati dai medici di famiglia. Per di più a Reggio del 1982 i medici si sono dati linee guida che non esistono da altre parti. L’assessore dimostra di non conoscere il territorio. Inoltre sia lui sia l’assessorato regionale rifiutano di incontrare da tantissimi anni i rappresentanti dei medici del territorio. Senza un confronto sereno su come programmare, è difficile possa esserci un miglioramento». Un ragionamento che Euro Grassi ripete anche per le Case della Salute. «A Reggio - sostiene il segretario provinciale Fimmg - medici e aziende diversamente da tutte le altre province si sono dati dei criteri per la loro progettazione. Ma occorre una progettazione e una programmazione che sia estranea alla realtà regionale. Così come sono concepite non sono altro che una medicina di gruppo in un poliambulatorio Ausl. C’è invece necessità di progettazione, di confronto, di risorse e per fortuna a Reggio c’è un direttore generale Ausl con il quale queste cose si sono fatte».

Da ultimo Grassi sfida l’assessore Venturi a un confronto pubblico. «Quello che è auspicabile è che l’assessore la smetta di far proclami e di bastonare i medici, che fanno parte del sistema sanitario dal 1979. E’ lui che non l’ha recepito». Poi la sfida: «Propongo un incontro in campo neutro in cui si affrontino le questioni sul territorio. La situazione sta degenerando, il nostro sistema regionale una volta era il migliore in Italia oggi è tra i meno peggio. La società è cambiata e nel frattempo sono stati chiusi tanti ospedali. Cosa aspetta l’assessore a indire una nuova progettazione che punti sul territorio come avviene in tutti i paesi evoluti e andare incontro ai bisogni dei cittadini con la massima appropriatezza?».

Anche su quest’ultimo tema caldo per la sostenibilità della spesa sanitaria, secondo Grassi «Reggio è un passo avanti. Se si vuole cambiare si deve fare come abbiamo fatto noi che ci siamo dati linee guida adeguate. Siamo stanchi di fare i capi espiatori, invece dovrebbe essere riconosciuto che i medici di famiglia forniscono ai cittadini studi, ambulatori e personale sulla base di finanziamenti che sono fermi al 1979».(r.f.)

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