Gazzetta di Reggio

Reggio

Non consumiamo l'eredità di Pasolini

Lorenzo Capitani
Non consumiamo l'eredità di Pasolini

3 MINUTI DI LETTURA





Parafrasando il celebre lavoro di Luigi Nono, ricordato in modo opportuno nell'autunno culturale reggiano, si potrebbe sintetizzare anche così l'approccio che ci ha proposto Walter Siti, nella sua bella conversazione serale alla Sala degli Specchi, con la quale hanno preso il via le diverse iniziative che anche la nostra città ha voluto dedicare a "una delle figure più significative espresse nel dopoguerra dalla cultura italiana", secondo le parole di Enzo Siciliano.

A quaranta anni dalla sua tragica fine, infatti, la figura di Pier Paolo Pasolini continua a interrogare, pur nella varietà delle letture a volte contrastanti, la coscienza di un Paese, che sembra aver smarrito la forza di uno sguardo radicale sulle proprie contraddizioni.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12379832:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12379832:1649486634/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Del resto come non ricordare l'approdo polemico e disincantato delle ultime battute del suo pensiero, quelle dedicate alla denuncia disperata di una società segnata dalla omologazione, da quel "progresso senza sviluppo" capace di offuscare anche i migliori slanci e le più alte speranze, in un'Italia sempre più massificata e conformista?

Ma di Pasolini, ad una lettura attenta, rispettosa delle sue tante vocazioni sperimentali che attraversano i più diversi linguaggi, anche a chi non si riconosce pienamente nel suo sguardo critico, caratterizzato da quella "disperata vitalità", che ritorna in tutti i più sofferti passaggi della sua esistenza e del suo cantiere, culturale e civile, sempre aperto, non può non rimanere impressa la sua straordinaria e profonda generosità.

Se, come ci ha ricordato ancora Siti, la sua ansia di sperimentatore, lo ha portato a misurare l'insufficienza della letteratura e di ogni altra forma creativa di fronte alla realtà, non può continuare a sorprendere, anche l'osservatore meno partecipe, come questa consapevole insufficienza non si sia mai fatta in Pasolini rassegnazione e rinuncia a svolgere un ruolo attivo e interrogativo su un tempo che diveniva sempre più cupo.

Ecco perché sarebbe un singolare paradosso se le celebrazioni di questi mesi, che davvero colpiscono per ampiezza e diffusione, contribuissero a fare dell'opera e della figura di Pasolini "un inerte prodotto di consumo, un'icona di moda", come ci avvertono dal Centro studi di Casarsa, o ancora peggio un "pretesto per varie strumentalizzazioni".

Di fronte a questo forse inevitabile rischio si può comunque intraprendere la strada più faticosa, ma sempre più redditizia, quella di favorire occasioni di lettura, di conoscenza, di rivisitazione critica, non episodiche e più durature.

Del resto, come è noto, molti, più sotterranei o più espliciti, sono i legami tra la nostra terra e Pier Paolo Pasolini: la presenza familiare a Scandiano e la frequenza al nostro Liceo classico tra il '35 e il '36; il sodalizio culturale di una vita con uno degli intellettuali più acuti e poliedrici della nostra città, come Luciano Serra; la presenza a Reggio nel luglio '60 dopo la rivolta contro Tambroni e le sue iniziative a favore della verità; la turbolenta serata al cineforum del Capitol, con la contestazione di gruppi di destra nel febbraio del 1970.

Ma Pasolini ha costituito un punto di riferimento per importanti iniziative, anche dopo la sua morte, come il Convegno dedicato alla vocazione pedagogica del Pasolini insegnante nel 1995, esposizioni fotografiche e artistiche, rassegne cinematografiche, cicli di conferenze di carattere politico e culturale. C'è come una comunità pasoliniana qui da noi, un po' sotterranea, che ogni tanto si ritrova.

A misurare le distanze, ma anche la "profonda vitalità" di una voce che continua a parlarci, nonostante l' insopportabile violenza di quella notte che attende ancora di essere veramente raccontata.

curatore della mostra dedicata a Pasolini allestita alla Biblioteca Panizzi
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google