«Chi ha ucciso mio padre la deve pagare»
Manuela Guandalini, figlia dell’uomo travolto in tangenziale a Correggio: «Si costituisca e affronti le responsabilità che ha»
CORREGGIO. «Spero che trovino quel “galantuomo” che ha ucciso mio padre e l’ha abbandonato in mezzo a un prato, scappando. Non è ammissibile che qualcuno possa fuggire dopo avere commesso un gesto simile e riesca lo stesso a guardarsi allo specchio o a dormire, sereno, la notte. Mio padre è morto perché l’auto che l’ha colpito andava forte, mentre bisogna rispettare i limiti».
È, comprensibilmente, devastata dal dolore Manuela, figlia di Franco Guandalini, l’81enne carpigiano che, nel primo pomeriggio di domenica, è stato urtato da un mezzo mentre stava percorrendo, in sella alla sua bicicletta da tempo libero, via della Pace. Il corpo dell’uomo è stato ritrovato lunedì mattina nel pereto dell’azienda agricola Ognibene da due tecnici Telecom, che stavano effettuando controlli di routine. E ora è caccia al pirata della strada: i carabinieri stanno svolgendo controlli serrati per risalire a chi, intorno alle 14.30 del primo di novembre, possa aver urtato l’uomo, che si stava recando in bici al cimitero di Fazzano per rendere omaggio alla nipote. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12374739:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/11/02/news/trovato-morto-ai-margini-della-strada-giallo-a-correggio-1.12374739]]
«Io confido che qualcuno abbia visto qualcosa – prosegue Manuela, agente immobiliare molto conosciuta sia a Carpi sia a Modena – Domenica era una giornata di sole, l’orizzonte era ben chiaro. Quella, inoltre, è una via particolarmente trafficata, dove qualcuno, anche nel primo pomeriggio, senz’altro sarà passato. Io invito chiunque abbia notato qualcosa, qualsiasi particolare utile ai fini delle indagini, a recarsi dai carabinieri e a raccontare quanto sa. Noi di questo territorio siamo gente che sa aiutarsi a vicenda: diamoci una mano».
Eventuali testimonianze possono, oltre a dare un volto al colpevole che ha provocato l’incidente di domenica, aiutare a prevenire futuri incidenti gravi. E occorre, inoltre, che i limiti di velocità vengano rispettati. «Questa volta un grave lutto ha colpito la nostra famiglia, ma la prossima volta potrebbe accadere a qualcun altro – continua Manuela – Su quella strada le auto vanno troppo forte. Mio padre teneva la destra, come testimoniano i filmati delle telecamere che l’hanno ripreso mentre era in sella alla sua bicicletta e stava raggiungendo il cimitero di Fazzano. Lui era corretto: questo significa che chi l’ha investito andava forte e invece bisognerebbe rispettare i limiti».
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«Perché – aggiunge – se quell’automobilista fosse andato più piano, mio padre ora sarebbe ancora qui con noi. Io spero tanto che le telecamere abbiano inquadrato il pirata della strada che ha investito il papà, lasciandolo lì, senza chiamare i soccorsi… Chi l’ha ammazzato deve costituirsi, deve fare i conti con la propria coscienza e con le responsabilità che ha. La morte di mio padre non può rimanere senza un colpevole».
Mentre i carabinieri di Correggio insieme alla sezione rilievi del nucleo investigativo stanno proseguendo le indagini, l’autorità giudiziaria ha disposto l’autopsia su Franco Guandalini, per stabilire le esatte cause del decesso.
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