L’ateneo reggiano cresce immatricolati in aumento
Negli ultimi cinque anni le nuove iscrizioni sono aumentate del 32,97% Il rettore: «La qualità della didattica permette agli studenti di laurearsi in corso»
REGGIO EMILIA. L'ateneo reggiano non ha fatto che crescere da quando, nel 1998, è rinato dopo due secoli di eclisse. Lo sviluppo è continuato in misura sostenuta anche negli ultimi cinque anni (complessivamente più 32,97% di prime immatricolazioni ai corsi triennali), in controtendenza rispetto alla media del sistema universitario statale italiano, che ha accusato invece un sensibile calo, superiore al 7%. In questo periodo i dipartimenti di Unimore dislocati a Reggio hanno superato anche quelli di Modena, che si sono implementati del 5,48%, mentre l'università di Parma ha subito un crollo catastrofico.
Il Sole 24 Ore riconosce l'eccellenza dell'università di Modena e Reggio nel suo insieme in un servizio pubblicato lunedì, che mette a confronto i dati del 2011 con quelli del 2015. In questo quadriennio in Italia le nuove matricole sono diminuite del 6,4%. Unimore, invece, le ha viste aumentare del 9,9%, arrivando quest'anno a un totale di 3905. Di questo passo potrebbe diventare nel giro di pochi anni il secondo ateneo della regione, superando Parma. In generale gli atenei del Sud sono i più penalizzati, subendo un calo del 14,5%, che supera il meno 4,6% del Centro e il meno 1% del Nord. Nella classifica generale, però, Parma è addirittura penultima con un vistoso meno 36,1%, inferiore soltanto al meno 40% di Reggio Calabria. In ambito emiliano appare sofferente anche Ferrara, che accusa un calo del 13,5%. Bologna, invece, si salva grazie a una crescita del 2,2%. Unimore si piazza all'undicesimo posto, precedendo il Politecnico di Milano. Gli incrementi maggiori sono registrati da università del Nord, fatta eccezione per l'Orientale di Napoli (più 34,4%) e per Siena Stranieri, che detiene il record con un vertiginoso più 152,9%.
I dati analitici riferiti da Unimore, pur essendo coerenti con quelli del Sole 24 Ore, si riferiscono all'ultimo quinquennio. Rispetto all'anno scorso l'ateneo ha compiuto un balzo del 6,27% nelle prime immatricolazioni e addirittura dell'11,85% se si considera l'insieme dei corsi triennali e magistrali a ciclo unico. Nel confronto fra i dati del 2010 e quelli del 2015 fra i dipartimenti reggiani brilla quello di Scienze e metodi dell'ingegneria (più 114,05%), seguito da Scienze della comunicazione ed Economia (più 31,34%) e da Educazione e scienze umane (più 28,94%). A Modena, invece, primeggiano Scienze fisiche e matematiche (più 38,46%) e Medicina (più 11,95%).
Unimore spiega il suo successo soprattutto con la qualità della didattica, che permette al 60% degli studenti di laurearsi in corso e all'81% entro un anno di ritardo. E' notevole, quindi, la sua attrattiva. Nelle lauree triennali il 25% degli iscritti proviene da fuori regione o dall'estero, in quelle magistrali il 36%. Quelli di condizione familiare disagiata sono meno scoraggiati che altrove. Infatti le università emiliane conferiscono le borse di studio al 100% di quelli che ne hanno diritto, mentre la media italiana scende al 74,9%, con punte del 32,3% in Sicilia e del 52,8% in Campania. «I dati - sottolinea il rettore Angelo Oreste Andrisano - valgono più di qualsiasi classifica, poichè il vero indice di gradimento, per un ateneo, è quello che si misura attraverso l'andamento delle immatricolazioni. E in questi anni Unimore ha davvero compiuto passi significativi. E' un risultato che ci lusinga e ci carica della responsabilità di sapere mantenere un valido equilibrio tra iscritti e ricettività delle strutture e qualità dei servizi. Infatti le performance conseguite sul piano della didattica dal nostro ateneo e dai nostri studenti sono il prodotto di un mix che poggia su questi imprescindibili elementi e sulla possibilità di contare su un eccellente corpo docente».
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