Gazzetta di Reggio

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MEDICI OSPEDALIERI

Nuovi turni, stop al super-lavoro

di Luciano Salsi
Nuovi turni, stop al super-lavoro

Lo richiede la Ue. Sindacati: «Giusto, ma come fare senza risorse?»

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REGGIO EMILIA. E' finita l'epoca del surmenage ospedaliero, dell'esasperante tensione psicofisica che mette a dura prova la resistenza dei medici, rendendo più probabili gli errori potenzialmente fatali. Dal 25 novembre nessuno di loro potrà essere obbligato a turni di lavoro superiori al limite massimo di 12 ore e 50 minuti nell'arco di una giornata, con una pausa obbligatoria di almeno dieci minuti dopo sei ore. Il riposo giornaliero, quindi, non dovrà essere inferiore alle 11 ore. Inoltre il servizio non potrà prolungarsi, in media, oltre le 48 ore alla settimana.

Lo prevede una direttiva europea del 2003, applicata ora con una legge ordinaria. Le Asl dovranno adeguarsi immediatamente per evitare le sanzioni e soprattutto le responsabilità civili. «In caso di errore medico - spiega Fulvio Ferri, responsabile provinciale della Cgil sanità - le compagnie di assicurazione potrebbero rifiutare il risarcimento del danno qualora non sia stato rispettato il divieto dei turni no-stop».

La nuova normativa, nonostante le ottime intenzioni, rischia poi di aggravare le pesanti carenze d'organico determinate negli ultimi tempi dai sistematici tagli del turn-over. Se verranno sensibilmente accorciati i turni di lavoro, infatti, rimarranno scoperti segmenti importanti dell'assistenza ospedaliera.

I sindacati calcolano che per rimediarvi sarebbero necessarie circa cinquemila nuove assunzioni. Tuttavia gli stanziamenti per la sanità non le consentono. Si preannunciano già energiche proteste, che riguardano l'insieme della vertenza ospedaliera.

«Oltre alla manifestazione nazionale a Roma nel pomeriggio del 28 novembre - riferisce Ferri - è previsto uno sciopero generale unitario dei medici per il prossimo 16 dicembre. Intanto la trattativa sta per essere avviata a livello locale. Sono in vista due incontri con le direzioni del Santa Maria Nuova e dell'Ausl, uno domani, l'altro nella prossima settimana».

«I medici - incalza Aldo Sangermano, segretario provinciale dell'Anaao - sono sottoposti a turni massacranti. Al Santa Maria abbiamo già accumulato quest'anno 90mila ore di straordinario. Limitare i turni è una forma di tutela per il paziente, che vuole avere l'assistenza di un medico lucido e riposato. Sono necessari i limiti che vigono già in altre nazioni». «Purtroppo - commenta Maurizio Frigeri, segretario provinciale della Cgil-funzione pubblica - la situazione rischia di aggravarsi. Negli ultimi quattro anni i piani di assunzione hanno coperto soltanto dal 25 al 35 per cento dell'organico. Non essendo possibili accordi in deroga alla legge, ci aspettiamo proposte di riorganizzazione dei turni con una redistribuzione del personale nei settori critici, ma se la regione continuerà a tagliare, la carenza d'organico diventerà drammatica».

«Le direzioni sanitarie - aggiunge Ferri - cercano di vincere una scommessa importante: assicurare i servizi essenziali con finanziamenti ridotti. Già ora, però, l'Ausl è inadempiente rispetto a un accordo del 2008 che prevedeva di portare da 8 a 12 i medici dei pronto soccorso di Guastalla, Scandiano e Montecchio, per assicurare la presenza costante di due medici».

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