Gazzetta di Reggio

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IERI UNA COMMISSIONE

Vaccini, Reggio di poco sopra la soglia di rischio

di Roberto Fontanili
Vaccini, Reggio di poco sopra la soglia di rischio

L’intervento del direttore generale dell’Ausl, Nicolini: «In aumento il rischio di epidemie»

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REGGIO EMILIA. Nella nostra provincia la soglia di guardia del 95% delle persone vaccinate è a rischio. Soprattutto se continuerà il trend in atto che ha visto aumentare in pochi anni dal 2 al 4% i genitori obiettori. Coloro cioè che sono contrari alle vaccinazioni pediatriche. Nella nostra regione invece la percentuale dei vaccinati è già scesa al 94%, con città come a Riccione, dove le vaccinazioni sono già all’85%. I dati relativi alle vaccinazioni e ai rischi per la salute pubblica connessi all’aumento del numero dei bambini non vaccinati sono stati ieri sera al centro dei lavori della commissione consiliare presieduta da Emilia Davoli. Che si è occupata di questi temi in vista della discussione in Sala Tricolore della mozione di alcuni consiglieri Pd (primo firmatario Dario De Lucia) che denuncia i pericoli connessi all’aumento dei bambini non vaccinati. Presenti ai lavori il vice sindaco e assessore al welfare Matteo Sassi e il direttore generale dell’Ausl reggiana Fausto Nicolini che ha risposto alle numerose domande dei consiglieri.

Nicolini ha precisato di aver partecipato ai lavori per segnalare l’importanza che l’Ausl assegna alle vaccinazioni pediatriche e per aver svolto per una quindicina d’anni il compito di medico vaccinatore. Un’esperienza che l’ha portato a essere un convinto sostenitore della necessità di vaccinare i bambini e consentito un’analisi sulle ragioni che hanno portato a un aumento dei contrari a questa pratica sanitaria.

Che, ha detto il direttore generale, «non è una novità, ma negli ultimi anni grazie alla maggiore informazione e alla disinformazione che si può trovare in rete, è aumentatato il numero di chi è ideologicamente contrario alle vaccinazioni o chiede di posticiparle nel tempo o le fa solo in parte». Nicolini, dopo aver rilevato che «lo studio sul collegamento tra vaccino del morbillo e autismo è un falso e l’autore di tale ricerca è stato radiato dall’ordine dei medici», ha poi sottolineato che «i bambini sottoposti a chemioterapia che non possono essere vaccinati, di fronte ad un aumento dei non vaccinati sono maggiormente a rischio». La realtà, ha poi sostenuto, è che «di fronte ad una malattia che non si vede più, aumenta chi da più importanza ai rischi connessi alla vaccinazione, rispetto al beneficio del vaccino. Mentre per altre malattie che avvertiamo come pericolose, come l’ebola o l’epatite C, la richiesta di vaccinazioni è ancora molto elevata».

Per tornare ai dati del Ministero della Salute, più volte citati ieri sera, «ci sono alcune malattie che quando si supera il 5% di non vaccinati tornano a essere effettivamente pericolose. Come la difterite che è passata dal 96% di copertura al 94,49%, la pertosse dal 95,78% al 94,44%, l’antipoliomelite dal 96,10% al 94,8%. Con il rischio - ha concluso - che cali la protezione della popolazione e aumenti il rischio di epidemie importanti di malattie per anni cancellate».

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