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«Il maresciallo risolveva tanti problemi»

di Serena Arbizzi
«Il maresciallo risolveva tanti problemi»

Ieri gli interventi di alcuni testimoni. Una ragazza: «Mi difese quando rifiutai un matrimonio combinato da mio padre»

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CORREGGIO. Il luogotenente Roberto Cesi, ex comandante dei carabinieri di Correggio, non era restio a fare sporgere denuncia, ma, allo stesso tempo, esercitava la sua autorità per cercare di dirimere le controversie. Questa la strategia della tesi difensiva dell’ex comandante che, ieri mattina, si è presentato all’aula 7 del Tribunale di Reggio, con il suo avvocato Giuseppe Rossodivita, il pubblico ministero Giuseppe Forte, davanti al collegio di giudici presieduto da Francesco Caruso, e composto anche da Dario De Luca e Alessandra Cardarelli.

Ieri, durante l’udienza hanno sfilato davanti ai giudici i testimoni della difesa che da una parte miravano a dimostrare che Cesi raccoglieva le denunce, al contrario di quanto espresso da altri, ma allo stesso tempo era in grado di risolvere i contrasti. La prima ad essere ascoltata è stata Kaur Gurpreet, 32enne di origine indiana che ha raccontato di avere incontrato Cesi tre volte. La prima quando è sorto un problema circa l’ostello in cui alloggiava, la seconda quando si è opposta a un matrimonio combinato e, per questo, è stata aggredita dallo zio, la terza quando è stata richiamata da Cesi per il caso riguardante Elena Bigi. La Bigi afferma che Cesi l’avrebbe dissuasa dal proposito di presentare denuncia per atti persecutori nei confronti di Kaur Gurpreet. «Mi hanno detto che una donna il 28 febbraio 2012 aveva depositato una denuncia contro di me e pertanto dovevo presentarmi alla caserma di Correggio per essere identificata. Avevo dubbi sul fatto che questa persona frequentasse il mio fidanzato» – afferma Gurpreet.

Ha testimoniato anche Erminio Brunetti, 64enne di Rio Saliceto, ex subagente di un’agenzia assicurativa che ha rilasciato un’assicurazione invalida, attraverso una fotocopia, a un cittadino marocchino il quale, poi, ha fatto un incidente nel dicembre 2011.

«Sono stato chiamato in caserma – ha affermato Brunetti – il maresciallo Cesi mi ha aiutato a risolvere il problema: ha fatto sì che il danno fosse saldato da me senza che fosse presentata denuncia. Ho pagato, in tutto, 400 euro di assicurazione, più la riparazione di un lieve danno alla portiera sinistra, oltre al dissequestro del veicolo». Ieri, hanno inoltre testimoniato a favore di Cesi i comandanti Guglielmo Stellario e Pasqualino Lufrano, rispettivamente della Stazione dei carabinieri di San Martino in Rio e di Campagnola.

Dopo l’udienza in cui Cesi ha terminato la sua deposizione, ieri sono stati tirati in ballo due alte cariche pubbliche dell’Amministrazione comunale correggese dell’epoca.

Una era oggetto di una informativa per abuso d’ufficio; l’altra era oggetto di una informativa per abuso d’ufficio e minacce. Un teste venne infatti minacciato affinché ritrattasse una deposizione quando il dirigente venne a conoscenza dell’indagine disposta da Cesi su di lui. Il maresciallo ha affermato di essere stato trasferito 5 giorni dopo aver depositato l’informativa. La data della prossima udienza in cui verranno ascoltati altri testimoni è fissata per mercoledì prossimo alle 15.

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