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«L’Inps risarcisca i pensionati»

Malaguti: chiedere subito il pagamento per evitare la prescrizione»

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REGGIO EMILIA. Sono oltre 24mila i pensionati reggiani che, percependo un assegno lordo pari a tre volte il minimo (poco più di 1400 euro mensili) si sono visti annullare nel 2012 e nel 2013 gli aumenti del 2,7 e del 3% dovuti all'inflazione. Dopo la sentenza della Corte Costituzionale, che ha bocciato il provvedimento, quest'anno un decreto governativo, trasformato nella legge 65, ha disposto con un versamento una tantum una restituzione del maltolto che non solo è parzialissima, ma viene negata a chi ha una pensione lorda superiore a tremila euro. «E' una vergogna!» tuona Secondo Malaguti, il segretario provinciale di Confconsumatori, che promuove un'iniziativa per chiedere all'Inps il pagamento integrale di un importo che s'aggira sui 1800 euro, al posto delle poche centinaia corrisposte nella scorsa estate. I pensionati, se vorranno aderire, dovranno recarsi nella sede di viale Piave per firmare la delega, portando con sè un documento d'identità e gli estremi della pensione. Per conto loro l'associazione invierà tramite posta elettronica certificata due istanze, alla sede centrale dell'Inps e a quella reggiana. Il costo è di 5 euro per gli iscritti, di 25 per i non iscritti. Resta da vedere se e come l'Inps risponderà. «Abbiamo già spedito lettere - riferisce Malaguti - alle sedi regionale e provinciale dell'Inps, nonchè al ministro del lavoro Giuliano Poletti e a quello del tesoro, Pier Carlo Padoan. Non abbiamo ricevuto risposta. In ogni caso è necessario che i pensionati chiedano il pagamento degli adeguamenti inflattivi per evitare che vadano in prescrizione». (l.s.)

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