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Sinistra Unita: «Così si svuota il centro di Montecavolo»

QUATTRO CASTELLA. Maurizio Gambarelli, consigliere comunale di “Sinistra Unita - Quattro Castella Bene Comune”, risponde agli assessori Morini e Rompianesi che avevano escluso la possibilità di...

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QUATTRO CASTELLA. Maurizio Gambarelli, consigliere comunale di “Sinistra Unita - Quattro Castella Bene Comune”, risponde agli assessori Morini e Rompianesi che avevano escluso la possibilità di trasformare l’ex cinema di Montecavolo in biblioteca, come proposto dal gruppo consiliare. «1) La non idoneità degli spazi per ospitare la biblioteca è un giudizio di parte. Sono possibili diverse soluzioni architettoniche con piccole modifiche all'involucro esterno e la realizzazione all'interno di un piano a soppalco con tutte le regole di sicurezza necessarie e la realizzazione di spazi più che idonei, quindi la scelta di non farla è semplicemente una scelta strategica della maggioranza che porta avanti, consapevole o no, l'abbandono del centro del paese da parte di attività ricreative e commerciali. 2) Pur risultando i costi di gestione modesti, non viene nemmeno presa in considerazione la possibilità di proporre alle associazioni del paese una gestione singola o collettiva della sala che possa quindi portarne avanti l'uso pubblico. 3) Viene agitato lo spauracchio dell'aumento delle tasse sui cittadini; teniamo conto che 17.000 euro di costi di gestione divisi per 13,000 abitanti fanno la media di 1,31 euro a testa, questo senza considerare gli eventuali recuperi dei noleggi della sala, perciò una spesa del tutto assorbibile e sopportabile per i cittadini castellesi. 4) Le affermazioni degli assessori rivelano la vera intenzione della giunta: spostare le attività sociali di Montecavolo in parte verso l'area delle nuove scuole o verso quella delle vecchie, chiudendo di fatto qualsiasi possibilità gestionale in questo senso sul centro del paese, dirottando quindi tutte le risorse in questo senso. Le scelte della giunta e della maggioranza sono del tutto legittime, ma per noi non condivisibili in quanto porteranno gradualmente allo svuotamento degli spazi sociali e commerciali del centro del paese. Il nostro era un appello decisamente cortese e ragionevole, volto a discutere il problema. Dispiace che i giudizi e le dichiarazioni nel merito siano trancianti e definitivi, senza alcuna apertura».

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