Distrutto dal fuoco il tetto del magazzino occupato
Via Gramsci: l’incendio per cause accidentali è scoppiato durante la notte Nello stabile diroccato vivono tanti disperati: trovate tracce di vita quotidiana
REGGIO EMILIA. Le fiamme sono divampate per cause accidentali, secondo i carabinieri. Forse dovute a un focolare acceso nella notte per cercare di creare un po’ di tepore all’interno di quelle quattro mura diroccate. Il risultato, però, è stato un incendio che è sfuggito a ogni controllo e ha tenuti impegnati i vigili del fuoco per diverse ore.
Siamo in via Gramsci, nell’edificio che un tempo ospitava una concessionaria ma che ora si erge come un triste monumento di degrado e abbandono dove, però, cittadini senza fissa timore ma nell’emergenza di trovare un tetto sotto il quale ripararsi ogni notte, e ogni giorno, trovano rifugio.
Le fiamme sono iniziate nella notte tra mercoledì e ieri e hanno intaccato anche la copertura, danneggiando ancora più irrimediabilmente un edificio già pericolante. E non nuovo a occupazioni abusive.
Soltanto poche settimane fa era stata la polizia, con un intervento richiesto dallo stesso proprietario dell’immobile a intervenire. Gli agenti avevano trovato sul posto sei persone: quattro uomini e una donna di nazionalità rumena, con vari precedenti alle spalle, e un cittadino magrebino, senza permesso di soggiorno.
Per tutti era scattato il provvedimento di espulsione, mentre al legittimo proprietario di quei muri l’ordine di intervenire affinché fosse impedito l’accesso in quello stabile diroccato. Non solo: la polizia aveva trovato anche un grosso cumulo di cavi di rame, di probabile origine furtiva.
Un mese dopo lo scenario non è cambiato: l’incendio ha svelato quello che dalla strada non si può vedere. Che quelle stanze buie, senza luce, gas, riscaldamento, con i buchi alle pareti sono diventati da tempo la casa di persone disperate che non hanno nessun altro luogo in cui trovare rifugio. E non si tratta di un tetto per una notte, ma di una soluzione abitativa stabile: lo raccontano i letti, i mobili di fortuna recuperati e sistemati, i quadri alle pareti ruvide e scure, gli abiti. Le tracce di una quotidianità che più che provvisoria, sembra drammaticamente definitiva.
Ora, le fiamme hanno bruciato anche questa precarietà, ma per fortuna nessuno si è fatto male.
I vigili del fuoco ora hanno delimitato tutto con del nastro rosso: il fuoco ha provocato danni alla struttura tali da renderla pericolosa. (el.pe)
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