«Ho urlato per farli scappare Loro continuavano a caricare»
BIBBIANO. Non è passato nemmeno un mese dall’ultimo furto subìto – e che furto: i ladri avevano rubato un centinaio di forme di Parmigiano Reggiano – eppure Ugo Scalabrini, contitolare insieme al...
BIBBIANO. Non è passato nemmeno un mese dall’ultimo furto subìto – e che furto: i ladri avevano rubato un centinaio di forme di Parmigiano Reggiano – eppure Ugo Scalabrini, contitolare insieme al fratello dell’Antica Fattoria-Caseificio Scalabrini di Ghiardo, si è trovato davanti, ancora una volta, alla furia insaziabile dei “predoni del formaggio”.
«Sono bastati dieci minuti – spiega – per portare via 33 forme di Parmigiano Reggiano, tutte del 2013 e 2014, e provocare un danno di circa 20mila euro. E il problema – dice rassegnato – è che tanto torneranno». I ladri, infatti, non si sono fermati nemmeno dopo essere stati scoperti dal casaro.
«Ho sentito suonare l’allarme alle 3.45 – racconta Luigi Fino – mi sono svegliato e mi sono affacciato alla finestra. Nel buio ho visto un furgone col motore acceso. Al volante c’era un uomo. Poi ne ho visto un altro che faceva da palo: era vestito con una tuta da lavoro ma non sono riuscito a vederlo in viso perché era incappucciato. In mano aveva un bastone che ha fatto cadere a terra solo quando gli altri 3 o 4 componenti della banda hanno smesso di andare avanti e indietro dal magazzino a furgone».
Ma il casaro non è rimasto alla finestra a godersi lo “spettacolo”: ha urlato a più non posso, in attesa che arrivassero i carabinieri, cercando di spaventare i ladri e farli scappare. Invano.
«Gridavo, gridavo ma loro niente – racconta il casaro – continuavano come se non ci fossi. Quando hanno finito di caricare le forme, il “palo” ha buttato via il bastone, sono tutti balzati sul furgone e sono scappati nei campi dietro la stalla». (m.r.)
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