Gazzetta di Reggio

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Le Cicogne attaccano i sindaci «Dove siete? Da che parte state?»

di Luca Tondelli

Castelnovo Monti: il comitato a difesa del punto nascite del Sant’Anna attende ancora risposte certe «Nessuna azione concreta. Tanti finanziamenti per il Mire, ma alla sanità della montagna cosa tocca?»

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CASTELNOVO MONTI. Un attacco duro arriva dal comitato Salviamo le Cicogne, impegnato per la salvezza del punto nascite dell’ospedale Sant’Anna, contro il «silenzio dei sindaci dell’Appennino» sul tema, presupponendo che tale silenzio significhi mancanza di impegno sul tema e di fatto escludendo che stia andando avanti un lavoro per cercare di ottenere la permanenza del servizio lontano da clamori. La lettera aperta è indirizzata a tutti i sindaci della montagna: Daniela Pedrini (Busana), Paolo Bargiacchi (Collagna), Giorgio Pregheffi (Ligonchio), Martino Dolci (Ramiseto), Gianfranco Rinaldi (Casina), Tiziano Borghi (Carpineti), Enrico Bini (Castelnovo Monti), Vincenzo Volpi (Toano), Fabio Ruffini (Vetto) e Luigi Fiocchi (Villa Minozzo).

«Come prima cosa – dicono le Cicogne – ci teniamo a rassicurarvi: non siamo “migrate” ma siamo ancora qui, ancora più impazienti ed agguerrite. Impazienti perché in attesa, ormai da un po’ troppo tempo, di un vostro segnale, di una vostra presa di posizione netta e decisa. Stiamo ancora perseverando per vedere una qualche azione concreta che dia seguito al proclama del vostro collega castelnovese Bini, il quale aveva dichiarato di “volersi fare capofila” di questa battaglia. Agguerrite e, se permettete, anche piuttosto arrabbiate perché siamo stanche di questo clima di inquietante silenzio da parte delle amministrazioni locali. Ci sentiamo abbandonate e indifese». E proseguono: «A noi questo mutismo e questi ragionamenti da “tanto è una decisione che arriva da lontano” non vanno per niente giù. Noi vogliamo dire la nostra, vogliamo spronarvi ad intervenire in modo concreto, positivo e risolutivo sulla questione del punto nascite dell’ospedale Sant’Anna, ad essere incisivi con dichiarazioni, mobilitazioni, proteste, interpellando chi di dovere per garantire una volta per tutte e per sempre l’operatività del punto nascite e la tenuta dell’ospedale tutto. Noi, insieme ai 10.000 cittadini che hanno firmato la nostra petizione, speriamo ancora che vi assumiate l’impegno incondizionato di vigilare e proteggere i reparti dell’ospedale, impegnandovi su questo fronte e magari dimettendovi dalla carica nel caso in cui questi servizi di fondamentale importanza venissero chiusi durante il vostro mandato. Non potete trincerarvi ancora nel silenzio con la motivazione che si sta trattando con la Provincia o con la Regione per ottenere quanto si riesce».

«Il concetto di rappresentatività degli amministratori – concludono le Cicogne – non implica che l’essere eletti equivalga automaticamente a ricevere una delega in bianco per 5 anni, che permetta di definire importanti questioni senza un confronto preventivo con tutti gli organismi interessati. Ecco perché, mosse dal sentore che il tempo stia davvero per scadere, vogliamo porvi poche e semplici domande, dalle quali vorremmo ottenere risposte chiare e precise: dove siete? Da che parte state? Come pensate di agire concretamente per difendere il punto nascite e l’ospedale di Castelnovo? Qual è l’idea che vi siete fatti a riguardo della questione ospedale e quali proposte volete avanzare come progetto futuro di questa realtà? A che punto è arrivata la discussione? E’ di pochi giorni fa la notizia dello stanziamento di un altro importante stralcio economico per il progetto del Mire, e alla sanità della montagna cosa tocca?»

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