Park Vittoria, via l’acqua ma non le polemiche
Da ieri le infiltrazioni bloccate da teli, strati di ghiaia e materiale impermeabile L’allarme di Fantuzzi (Reggio Città aperta): «Invenduta la maggioranza dei box»
REGGIO EMILIA. Definitivo sfratto ad anatre intraprendenti e bagnanti in protesta? Sembrerebbe così alla vista della “piscina” del park Vittoria, finalmente, svuotata, dopo lunghi mesi di acqua stagnante e polemiche.
Così appariva ieri, quando l’obiettivo del fotografo riprendeva le ruspe intente e stendere lo strato di ghiaia sopra i teli impermeabili. Questi ultimi sono stati adagiati sul fondo del “buco” al centro di quella che era la piazza. I mezzi e gli operai procedevano accanto agli ultimi reperti recuperati (e già imballati per il trasferimento) di mosaici e pavimentazione di età romana, emersi durante i lavori, nelle alterne fasi di attività del cantiere.
Che le proteste invece siano ben lunghi dallo sgombrare il campo lo chiarisce Francesco Fantuzzi, di Reggio città aperta e membro del comitato No Park. «La vasca è finalmente vuota? Sono preoccupato più del fatto che i lavori procedano. Parlo a titolo personale: a me interessa l’impatto che l’opera avrà sulla piazza e quello sulla collettività in termini di costi. Il problema vero è economico, se è vero che su 247 box previsti, ne sono stati venduti solo 95. Un dato sconvolgente. Se infatti Reggio Parcheggi non riuscisse a venderli tutti, e dubito fortemente che ci riesca, l’articolo 11 della convenzione prevede che sia il Comune ad accollarseli al prezzo unitario di 35mila euro, non già 18/20 mila del valore di mercato. Questo vorrebbe dire un esborso di oltre 4 milioni di euro, tutti soldi che i contribuenti si ritroverebbero sulle loro spalle. Forse è per questo che qualcuno ha ventilato la necessità di rivedere le condizioni economiche?...». (m.f.)
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