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formaggio sequestrato

Per il perito il conservante non era nocivo per la salute

REGGIO EMILIA. Secondo la perizia del gup, quel formaggio solo per il 30% non era idoneo per essere venduto. Un dato che è stato acquisito in incidente probatorio, davanti al giudice Angela Baraldi....

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REGGIO EMILIA. Secondo la perizia del gup, quel formaggio solo per il 30% non era idoneo per essere venduto. Un dato che è stato acquisito in incidente probatorio, davanti al giudice Angela Baraldi. Stiamo parlando delle 9000 forme tra Grana padano e Parmigiano Reggiano che erano state sequestrate nel marzo scorso, coinvolti una quindicina fra caseifici e magazzini di stoccaggio. Bisognava stabilire se fossero state seguite o meno i disciplinari di produzione e soprattutto se vi fossero o meno dei pericoli per la salute. Da questo punto di vista, è stato escluso ogni rischio per la salute: il conservante utilizzato non era previsto dal disciplinare, ma non sarebbe nocivo. Più complessa la valutazione dell’idoneità alla vendita. Per il perito (professore agroalimentare dell’Università di Parma) solo il 32% delle forme di Grana padano avevano difetti strutturali tali da non essere idonei. Ora, le carte tornano nelle mani del sostituto procuratore Maria Rita Pantani per le ulterioeri valutazioni del caso, se chiedere rinvio a giudizio e archiviazione per gli indagati: Dante Bigi (fondatore della Nuova Castelli), Luigi Fici (amministratore delegato della Nuova Castelli) e Mario Panazza (presidente del cda della Casearia Gentile, ma anche del cda della Casearia Tricolore). (el.pe)

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