Caso di legionella, chiusa l’acqua alla Rsa di Guastalla
Dopo la morte dell’anziana ospite di 89 anni e i risultati dei controlli, disposta con un’ordinanza del sindaco Camilla Verona la sanificazione di tutti gli impianti idraulici della struttura entro sette giorni
GUASTALLA. I controlli dell’Ausl di Reggio Emilia, Servizio Igiene Pubblica, che sono scattati nei giorni scorsi alla rsa “Attilio Bisini” di via San Cristoforo 2, dove si era verificato un caso di legionella, hanno riscontrato che il batterio ha avuto origine dall'impianto idrico.
Il sindaco di Guastalla, Camilla Verona, ha emesso un’ordinanza che vieta l’erogazione dell’acqua. Di conseguenza, la Coopselios, che gestisce la struttura si è dotata di tutti gli strumenti igienico-sanitari per accudire gli ospiti della casa di riposo in quanto l’ordinanza dà un termine di 7 giorni per predisporre tutte le misure necessarie atte alla sanificazione degli impianti idrici. Sarebbero state soprattutto le alte temperature dell’estate scorsa a causare la comparsa del batterio. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12396575:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/11/05/news/legionella-aperto-un-fascicolo-domani-l-autopsia-sull-anziana-1.12396575]]
I primi casi di legionellosi sono stati attribuiti, quasi esclusivamente, a batteri provenienti da torri di raffreddamento, condensatori evaporativi e unità di trattamento aria. Per diversi anni, quindi, si è ritenuto che gli impianti di condizionamento fossero i principali, se non gli unici, responsabili della diffusione della malattia. In realtà non è così: sono a rischio tutti gli impianti e i processi tecnologici che comportano un moderato riscaldamento dell’acqua e la sua nebulizzazione. In pratica, infatti, la legionella riesce sempre a trovare sostanze nutritive.
Il batterio si sviluppa da 20° a circa 40-45° C. e inizia a morire a 50°C. Sicuramente il mezzo più efficace per evitare di far proliferare la legionella è quello di mantenere sempre costantemente puliti i condizionatori e gli umidificatori ed inoltre dovrebbero essere regolarmente sottoposti a manutenzione periodica che, tra le altre cose, riesce appunto a prevenire contaminazioni e diffusioni batteriche. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12374291:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/11/02/news/colpita-dalla-legionella-muore-dopo-una-settimana-1.12374291]]
Nello specifico va effettuata la pulizia e la disinfezione dei filtri, la decalcificazione di rubinetti e docce, lo svuotamento e la disinfezione dei serbatori di accumulo dell’acqua. Naturalmente anche le reti idriche dovrebbero essere sempre costruite e controllate in modo tale da evitare ristagni d’acqua. Nei pressi della Rsa “Bisini”, che ha una ricettività di 38 posti letto, c’è anche la casa protetta “Agorà” che ha zone comunicanti e che permetteranno agli ospiti autosufficienti di poter accedere ai servizi igienico-sanitari in caso di bagni o docce.
La legionellosi pone un serio problema di salute pubblica, perché costituisce un elemento di rischio in tutte le situazioni in cui le persone sono riunite in uno stesso ambiente, come avviene in case di cura, residenze per anziani, ospedali, piscine e terme e altri luoghi pubblici, nei quali è in funzione un sistema di condizionamento, di umidificazione o trattamento dell’aria o di ricircolarizzazione delle acque. Negli ultimi anni, il problema si è manifestato in seguito all’intensificarsi dei viaggi in zone del mondo dove la gestione degli impianti idrici può essere poco accurata. (m.p.)
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