Gazzetta di Reggio

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Condannato a sei anni e 8 mesi per estorsione e usura

di Serena Arbizzi
Condannato a sei anni e 8 mesi per estorsione e usura

Scandiano: chiese all’amico il doppio della somma prestata, da restituire in un arco di tempo strettissimo. Dovrà pagare anche una multa di 1.500 euro

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SCANDIANO. Estorsione e usura: con questi capi di imputazione Giuseppe Della Corte è stato condannato a 6 anni e 8 mesi di carcere e a pagare una multa pari a 1500 euro, a seguito di una sentenza pronunciata nell’aula 7 del Tribunale di Reggio. I fatti si sono svolti nel 2013, nella zona di Scandiano, e coinvolgono almeno quattro persone.

Da un lato il condannato, che aveva preteso di avere indietro una somma pari al doppio di quanto prestato a un 50enne entro un arco di tempo strettissimo: una decina di giorni. Nella vicenda inizialmente, è stato coinvolto anche il figlio (Gaetano Della Corte) dell’uomo condannato per usura ed estorsione: figlio che è stato poi assolto perché, da quanto emerso in sede giudiziaria, non è detto fosse a conoscenza di quanto messo in atto dal padre.

D’altra parte, ci sono, invece, il 50enne, al quale è stato chiesto di restituire il denaro nel giro di pochi giorni, e suo padre, che gli ha fornito i soldi per pagare il debito e che, nei giorni scorsi, è stato chiamato in Tribunale per presentare la propria deposizione.

Entrando nel dettaglio, gli incontri tra l’imputato, poi, condannato, e la vittima avvenivano in una villetta misteriosa: qui Della Corte lasciava intendere al 50enne di non essere lui direttamente a prestargli i soldi, bensì una terza persona con la quale faceva da tramite per ottenere il denaro.

Fino ad arrivare a prestare 700 euro al 50enne, al quale ne sono stati chiesti indietro il doppio, ovvero un importo pari a 1400 euro. In più, l’estorsore ha preteso di avere la macchina della vittima in garanzia: si tratta di un Audi A4, il cui valore commerciale all’epoca dei fatti è stato giudicato per oltre 13mila euro.

Giuseppe Della Corte, poi, ha restituito la macchina quando è stato saldato il debito. Per pagare la somma richiesta dall’estorsore, il 50enne si è fatto prestare i soldi dal padre, come emerso durante la testimonianza che quest’ultimo ha presentato in Tribunale.

A consegnare la somma all’imputato, tuttavia, è stato direttamente il 50enne. L’estorsore era già noto per i suoi precedenti.

L’avvocato Giancarlo Pasquale, che ha assistito il condannato per usura ed estorsione e il figlio, si è battuto per dimostrare che non ci fossero abbastanza prove a carico del padre, e non ce ne fossero proprio a carico del figlio, il quale, comunque, è stato assolto.

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