«Cresciamo ma senza abbandonare i valori»
Il presidente Alai snocciola i numeri e parla di una «nuova stagione» basata su lavoro ed etica solidale
REGGIO EMILIA. «I dati Inps – ha detto Giuseppe Alai – dicono che in cinque anni le cooperative che in Italia avevano almeno una posizione lavorativa aperta sono cresciute di oltre 3.000 unità (ora sono oltre 53.000), mentre negli stessi anni il valore aggiunto generato dalle cooperative ha registrato una crescita del 24,7%, distanziandosi nettamente e positivamente dai risultati fatti segnare da altre forme di impresa (+10,6% per le srl e +0,7% per le spa)».
«Questi valori – ha proseguito il presidente di Confcooperative – trovano riscontro anche nel carico fiscale assunto dalle cooperative, che tra il 2007 e il 2013 hanno versato alle casse dello Stato 5,475 miliardi in più rispetto a quelli che avrebbero pagato se fosse rimasta invariata la produzione; per contro, altre forme di impresa hanno ridotto il loro contributo all’erario di ben 15,7 miliardi, e alla fine del 2014 si è registrato un contributo record, da parte del sistema cooperativo, alla formazione del Pil, con una quota dell’11%, e all’occupazione, con un’incidenza pari al 12% sul totale».
Accanto alla soddisfazione per questi risultati, da Alai sono però venute anche sollecitazioni importanti per l’apertura di quella che ha chiamato una «stagione nuova per la cooperazione reggiana e italiana».
«In questi anni – ha detto – la cooperazione ha difeso l’occupazione erodendo i propri margini, che dal 6% sono passati all’1% sul valore della produzione, ma questo non basta a segnare il valore di una cooperazione che è innanzitutto chiamata a distinguersi e non a confondersi».
Per un dirigente cooperativo, ha detto nella sostanza Alai, non esistono alibi né difese per il ricorso all’illegalità come strumento di teorica difesa dell’impresa e della sua competitività.
Da qui, dunque, il rilancio del presidente di Confcooperative su una nuova stagione per la cooperazione incentrata su alcuni punti: l’autenticità cooperativa nei valori; la capacità d’innovazione di reti e strumenti finalizzati ad anticipare i cambiamenti in termini di competitività; la costruzione di un nuovo welfare che parte dalla sussidiarietà; il lancio di nuove proposte sull’ordinamento cooperativo, ponendo maggiore attenzione a sovrapposizioni di ruoli in cooperativa (controllore e controllato) e alla questione del prestito sociale, perché la prima relazione, in cooperativa, si gioca sul lavoro e sull’etica solidale».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
