Gazzetta di Reggio

Reggio

Il ladro d’appartamento era armato con una pistola

di Elisa Pederzoli
Il ladro d’appartamento era armato con una pistola

La polizia insegue la banda in fuga in dopo il colpo a bordo di un’auto rubata In manette un 26enne che aveva tentato di liberarsi dell’arma carica

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REGGIO EMILIA. Tronchesi, martelli, accette, flessibili. Ma non solo. I ladri che, giovedì sera, hanno preso d’assalto un’abitazione di via Martiri della Bettola aveva in tasca anche una pistola: una Beretta 7,65 perfettamente funzionate, con sei colpi.

E’ l’aspetto più inquietante dell’arresto per furto e porto abusivo di armi di Shijaku Blerti, albanese di 26 anni irregolare in Italia, già noto per furti e droga, il cui ultimo domicilio risulta in provincia di Modena. Ancora in fuga, i due complici.

L’allarme al 113 è arrivato intorno alle 20.30. Due le richieste di aiuto: una di una cittadina di Cavriago, vittima del furto dell’auto il 25 ottobre scorso, che segnalava come l’allarme satellitare le avesse appena comunicato che la sua Bmw X3 bianca era stata localizzata alla Canalina. Negli stessi istanti, da via Martiri della Bettola segnalavano il furto in un’abitazione.

Quando sul posto sono accorse due pattuglie, hanno subito intercettato la berlina ed è scattato l’inseguimento. Si è concluso poco dopo, all’incrocio con via Albanesi: la banda - composta da tre persone - ha abbandonato l’auto in corsa, che intanto è andata a sbattere contro un muretto. Ma gli agenti si sono fatti trovare pronti. Hanno visto che uno dei malviventi ha estratto dalla giacca un’arma e l’ha gettata nel vicolo, per liberarsene. Lo stesso uomo poco dopo è stato bloccato e arrestato e la pistola recuperata.

La vettura intanto è stata passata al setaccio: dentro numerosi strumenti da lavoro, evidentemente utilizzati per commettere il furto. Non solo: anche il prezioso orologio che era stato rubato assieme ad appena 5 euro, dall’abitazione visitata. Dove, però, l’arrivo improvviso dei padroni di casa aveva di fatto messo in fuga la banda a metà del colpo.

Gli accertamenti nell’abitazione hanno permesso di accertare che i tre erano riusciti a entrare dal balcone del primo piano, dove utilizzando il flessibile hanno tagliato e piegato l’inferriata, creando un varco utile al passaggio di una persona. Avevano fatto in tempo a perlustrare una sola stanza. Poi, però, erano stati costretti a una precipitosa fuga.

Tutti gli arnesi recuperati sono stati sequestrati e sottoposti ad accertamenti di natura scientifica. Il sospetto infatti è che la stessa banda possa essere la responsabile di altri analochi colpi, registrati tra Reggio e provincia negli ultimi giorni. Inoltre, la pistola recuperata è risultata essere stata rubata: il furto è avvenuto lo scorso 28 settembre da un’abitazione di Parma, dove si era registrata anche una colluttazione tra i ladri e il padrone di casa.

«Il ritrovamento della pistola è un dato indubbiamente inquietante, segno dell’innalzamento della pericolosità. Il nostro appello è quello di chiamare immediatamente le forze di polizia, che possono intervenire riducendo i rischi connessi a queste situazioni» dichiara il dirigente delle Volanti, Cosimo Romano.

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