Gazzetta di Reggio

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Più business che turismo nell’Expo made in Reggio

di Roberto Fontanili
Più business che turismo nell’Expo made in Reggio

Comune, Provincia e Camera di Commercio hanno stilato un primo bilancio «E’ il momento di passare dalla cooperazione ai rapporti commerciali»

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REGGIO EMILIA. Poco turismo e più business e contatti. Questo ci si attendava - e si sperava - e così alla fine è stato per Reggio. All’indomani della conclusione di Expo, il Comune di Reggio e il Comitato promotore delle iniziative per l’esposizione universale hanno tracciato un primo bilancio e fornito i primi dati rispetto a quanto ha prodotto in termini di promozione l’investimento di circa 800mila euro (300mila da Comune e altri enti e 500 da Camera di commercio).

Quello che lascia in eredità l’Expo, «è stato soprattutto un metodo di lavoro e la capacità del nostro territorio di fare sistema» hanno sottolineato ieri il sindaco Luca Vecchi, il presidente della Provincia Gianmaria Manghi e della Camera di commercio Stefano Landi, che si sono detti anche «soddisfatti dei risultati ottenuti». A fine Expo sono state 150 le delegazioni che a diverso titolo sono entrate in rapporto con Reggio e in sei mesi il sindaco ha incontrato 40 ambasciatori, «interessati a rafforzare o attivare rapporti con la nostra provincia». Proprio Vecchi ha poi sottolineato come «l’esperienza di Expo segni il cambio di strategia di Reggio nei rapporti internazionali, lasciando la sua vocazione alla cooperazione internazionale in favore dello sviluppo di rapporti commerciali». Un cambio di rotta che trova sponda anche nella Provincia, nella Camera di commercio e nel mondo imprenditoriale reggiano. Per venire ai numeri - forniti ieri dai due assessori Serena Foracchia e Natalia Maramotti - si ha la conferma che sul piano turistico l’Expo e Milano hanno fatto la parte del leone lasciando agli altri le briciole. Per quanto riguarda Reggio, la mostra “Noi” al Palazzo dei Musei è stata visitata da 28mila visitatori (di cui 20 delegazioni straniere e un migliaio di visitatori di paesi esteri) e i due infopoint (Tav e palazzo Casotti) sono stati visitati da 14milaa persone. Poco meno di centinaio le aziende (Industria e agroalimentare) che hanno attivato contatti e rapporti e sessanta i soggetti internazionali in visita al Tecnopolo. Nel corso di Expo sono stati anche attivati rapporti con il Sudafrica, firmato un protocollo tra gli architetti reggiani e il Mozambico e Reggio Children ha aperto una scuola d’infanzia in Cina, a cui ne seguiranno altre due. Reggio si è poi caratterizzata a Milano anche per la presenza di numerose aziende private e di Reggio Children.

Infine, a Reggio dopo Expo resterà il gruppo di lavoro che continuerà a lavorare sull’internazionalizzazione: a dirlo il presidente Stefano Landi citando i dati relativi ai 18 incontri con delegazioni economiche, i 180 operatori commerciali coinvolti e il migliaio di incontri con esponenti di 30 paesi diversi, da parte delle aziende reggiane.

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