Gazzetta di Reggio

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Cadè e Cella: scuole e strade le priorità

di Roberto Fontanili
Cadè e Cella: scuole e strade le priorità

Nell’incontro organizzato ieri dal Comune sono scaturite tante richieste dai cittadini, pronti a fare la loro parte

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REGGIO EMILIA. La zona che comprende Cella, Cadè e Gaida, è da sempre una delle più problematiche per quanto riguarda i temi della viabilità e del traffico – che resterà irrisolto fino alla realizzazione della via Emilia Bis - e la massiccia presenza della prostituzione che fa della via Emilia la sua vetrina e di altrettanto difficile soluzione.

Per questo era tutt’altro che scontato che i cittadini delle tre frazioni accettassero di mettersi ancora una volta a sedere e discutere e arrivare sottoscrivere un patto con il Comune nel quale chiedere e al tempo mettere a disposizione per parte del proprio tempo libero. Per questo abbiamo seguito l’incontro che l’Amministrazione comunale ha indetto ieri a villa Cella nella sede del circolo Arci, a cui hanno partecipato quasi un centinaio di cittadini.

E una volta chiarito che non si trattava di affrontare i grandi temi irrisolti da tempo, ma di provare insieme a individuare le cose possibili da fare, quelle legate alla quotidianità, quei piccoli problemi che danno tormento, è uscita ancora una volta la voglia dei reggiani di esserci e di darsi da fare.

TRE TAVOLI. Tante le richieste emerse nella riunione - indetta dall’assessore alla cura dei quartieri Valeria Montanari - e, in particolare, dalla discussione che per tutta la mattinata ha tenuti occupati tanti cittadini ai tre tavoli di lavoro su altrettanti temi che andavano dalla cura della città a quella delle persone.

L’incontro a cui hanno partecipato anche i tre consiglieri comunali Andrea Capelli, Emilia Davoli e Roberta Pavarini, ha visto protagonisti i cittadini, che si sono confrontati, e in qualche caso anche arrabbiati, per indicare le priorità su cui chiamare il Comune a rapporto.

TANTE RICHIESTE. E l’elenco alla fine si è rivelato più lungo del previsto e dagli otto punti iniziali si è arrivati a venticinque temi indicati sul tabellone sul quale ogni partecipante poteva indicare una sola priorità. Dalla richiesta di una maggior attenzione e alla messa in sicurezza delle fermate degli autobus e dei marciapiedi, alla segnaletica orizzontale per gli attraversamenti pedonali della via Emilia, alla necessità di dotare le frazioni di un distributore dell’acqua pubblica, fino alla realizzazione gli spogliatoi nella palestra della scuola di Cadè per renderla fruibile anche al di fuori dell’orario scolastico. E poi, una maggior cura dei parchi pubblici e degli spazi per i giochi dei bambini, e al recupero della stazione ferroviaria di Cadè per migliorare il servizio di trasporto pubblico degli studenti.

EDUCAZIONE. Così come non sono mancate sempre da parte dei residenti delle tre frazioni richieste di “laboratori di educazione civica” per educare i residenti al rispetto del decoro e della pulizia e la creazione di doposcuola per gli alunni delle elementari.

Piccoli problemi si potrebbero definire, se non fosse che sono in molti casi quelli ce fanno arrabbiare e avvelenano la vita. E tutto legati da un comun denominatore: nessuno ha guardato al proprio particolare e sempre aggiungendo la propria disponibilità a fare la propria parte prestando la propria attività di volontariato per svolgere micro attività per la cura dell’arredo urbano, un’azione di controllo e vigilanza diffusa o la disponibilità comunque a fare qualcosa per gli altri, uscendo di casa e mettendosi in gioco.

Un patrimonio che il Comune ha il dovere di non disperdere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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