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Il nuovo parroco: «La gente mi aiuterà ad ambientarmi»

di Serena Arbizzi
Il nuovo parroco: «La gente mi aiuterà ad ambientarmi»

Rolo, don Vianney ha accolto con entusiasmo la nomina «Voglio aiutare i giovani, sono vicino alla famiglia Bassoli»

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ROLO. «Dal cuore profondo dell’Africa arriverò a Rolo, dopo essere stato parroco a San Marino di Carpi e aver attraversato anche una fase molto complicata, come quella del terremoto che ci ha insegnato, però, anche una cosa positiva: l’unità. E, in questo, come diceva Paolo VI, la società ha bisogno non di tanti maestri, ma di testimoni». Sono queste le prime parole che pronuncia un gioviale e pacioso, ma allo stesso tempo molto determinato, don Jean Marie Vianney, nuovo parroco di Rolo, votato all’unanimità dal consiglio comunale giovedì sera, al posto di don Callisto Cazzuoli.

Il Comune gode, infatti, di un diritto più unico che raro, lo ius patronati, che consente la nomina del nuovo parroco, indicato comunque dal vescovo della diocesi di Carpi, Francesco Cavina. E quest’ultimo è un passaggio importante per don Vianney.

«Desidero precisare che è stato il vescovo a nominarmi, perché io sono un sacerdote della Diocesi il cui pastore è monsignor Cavina. Pertanto sarà il vescovo a venire qui, a San Marino, per comunicare ufficialmente il mio trasferimento a Rolo» – dice don Vianney.

Quale sarà la prima cosa che farà quando si insedierà a Rolo?

«Spero che mi aiutino i rolesi a capire come ambientarmi. Si potrebbe iniziare con la visita alle famiglie per conoscersi, per cementare l’unione della comunità. Don Callisto rimarrà come mio maestro anche se ogni parroco ha la sua personalità, come si evince dalla storia millenaria della chiesa».

Lei è a San Marino dal 2010: come definirebbe questa parrocchia?

«Piccola ma molto forte. Abbiamo superato insieme momenti terribili come quelli del terremoto e mi provoca profonda amarezza l’andare via senza sapere quando verrà ripristinata la chiesa: oggi infatti la parrocchia è in una sala provvisoria e non si conosce la data di inizio dei lavori».

La sua nomina è stata condita anche da qualche polemica da parte di chi avrebbe preferito un parroco della zona di Rolo. E c’è chi parla di crisi delle vocazioni perché lei era l’unico candidato…

«La cultura si conosce attraverso la vita in mezzo alla popolazione: io ho intenzione di conoscere i rolesi, di vivere insieme a loro la fede con amore. Ho intenzione di conoscere i giovani, di aiutarli a valorizzare il loro potenziale Poi dobbiamo renderci conto che l’Italia è diventata terra di missione, al contrario del passato. Oggi ci sono tanti sacerdoti che arrivano dall’Africa o dall’America latina. Considerare solo la propria realtà mi sembra limitativo… e gli ultimi Papi dimostrano quanto sia universale la chiesa. E se qualcuno ha nostalgia del disco con la voce che intonava un canto, trasmesso in occasione della nascita di un bambino, potremmo ripristinarla per il battesimo. So, poi, che Rolo è stata al centro dell’attenzione anche per fatti gravi come la morte del giovane Fabio Bassoli: desidero far sapere la mia vicinanza alla famiglia».

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