La Benassi di Reggio Emilia riporta l’acqua a Messina
L’azienda reggiana chiamata in Sicilia perché è l’unica in grado di riparare, in soli tre giorni, i danni provocati da una frana, che ha lasciato senz'acqua 240 mila persone
REGGIO EMILIA. Quattro furgoni sono partiti da Reggio Emilia con una missione di importanza capitale per il sud Italia. Ripristinare il flusso interrotto da una frana che da giorni ha lasciato senz’acqua ben 240mila persone residenti nell’area di Messina. A bordo dei mezzi ci sono 8 tra operai e tecnici della ditta Benassi srl di Reggio Emilia, titolare di una tecnologia che permetterà di riparare il danno in soli 3 giorni invece che nei 15 giorni preventivati in queste ore dalle autorità.
Come? Grazie a un tubo in kevlar per il trasporto dell’acqua che verrà inserito nelle tubazioni danneggiate dalla frana. «Infiliamo il nostro tubo speciale e in poco tempo assicuriamo un primo bypass che ripristinerà il flusso - racconta Pietro Benassi, titolare dell’azienda di famiglia - Siamo stati scelti direttamente dal commissario all’emergenza perché abbiamo effettuato un intervento simile l’anno passato a Palermo. Siamo infatti gli unici titolari in Italia di questa tecnologia che abbiamo acquisito in esclusiva da un’azienda tedesca. Un investimento che solo nell’ultimo anno ci è costato 1 milione e mezzo di euro ma che ha potenzialità di sviluppo nel nostro paese».
Sul posto, a fare le veci della Benassi e a studiare il progetto con il tavolo regionale nato con l’emergenza idrica, c’è Arnold Cekodhima, ingegnere della ditta reggiana nata nel 1981 nel settore dell’edilizia. La Benassi ha ora un compito delicatissimo: evitare che dall’emergenza si passi alla catastrofe sociale. La popolazione è infatti allo stremo e la frana nel comune di Calatabiano ha causato un danno ingente all'acquedotto Fiumefreddo.
«A noi manca solo il nulla osta del commissario - dice Benassi - Intanto i mezzi sono già partiti e siamo quasi arrivati nel sito. Il nostro ingegnere sta lavorando senza sosta da 24 ore e il progetto è pronto. In una prima fase ci sarà il ripristino del flusso anche se con una portata minore. Inseriremo il tubo alla base del monte, dove c’è stata la frana. Poi creeremo un bypass che attraverserà la cima del monte, facendo tornare così il servizio a regime».
Se tutto filerà secondo i piani, l’azienda reggiana potrà esibire un ulteriore biglietto da visita su scala nazionale e non solo. I 45 lavoratori impiegati a Reggio sono impegnati in diversi cantieri. Nel 2014 a Palermo la Benassi si è fatta un nome risolvendo un problema in capo all’oleodotto della Exor. Di lì la buona fama cresciuta con soluzioni alle emergenze effettuate in tempi strettissimi. «Anche a Messina faremo in fretta - conclude l’imprenditore residente a Poviglio - dovevamo essere anche in Germania per un lavoro che abbiamo già posticipato e che non possiamo più rimandare».
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