Gazzetta di Reggio

Reggio

La tragedia del Moby Prince e quell'incontro segreto a Reggio Emilia

Massimo Sesena
La tragedia del Moby Prince e quell'incontro segreto a Reggio Emilia

Due giorni prima della tragedia nel porto di Livorno, l'armatore della Shifco aveva soggiornato a Reggio, all'Hotel Astoria assieme ad altri armatori che poi sarebbero rimasti coinvolti nelle inchieste sulla morte di Ilaria Alpi

4 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Reggio Emilia, con la tragedia del Moby Prince - il furibondo incendio nel porto di Livorno in cui morirono 140 persone - c’entra da sempre.

Per via di quelle sette vite spezzate mentre cercavano di attraversare il Mar Tirreno sul traghetto della Navarma. E da quel giorno, ogni anno, Reggio Emilia, intesa come comunità, è presente alle commemorazioni, con le sue autorità e i labari dei suoi comuni. A chiedere giustizia e verità.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12410111:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12410111:1649488706/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Ora, a 24 anni di distanza da quella notte di aprile, Reggio Emilia rischia di essere ancora più coinvolta. A portarci in dono questa certezza è l’inchiesta che il settimanale Famiglia Cristiana, con Luigi Grimaldi, sta portando avanti da alcuni anni.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12410085:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12410085:1649488706/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

In particolare è l’ultimo articolo di questo dossier giornalistico che chiama in causa la nostra città: “Il Moby Prince e quelle navi di armi americane” è il titolo del lungo reportage online sul sito del settimanale d’ispirazione cattolica.

Un reportage che mette insieme - legandoli con il filo della miglior narrazione del giornalismo investigativo - il mistero del porto di Livorno e quello dell’assassinio dei giornalisti Ilaria Alpi e Milan Hrovatin, morti in un agguato in Somalia, tre anni dopo la tragedia del Moby Prince.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12410076:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12410076:1649488706/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

«Pochi giorni prima del 10 aprile 1991 - scrive Grimaldi - alla vigilia della disastrosa collisione del traghetto Moby Prince, a Livorno accade qualcosa. Il 20 marzo tre dirigenti della compagnia Shifco raggiungono il porto toscano. Sono Florindo Mancinelli, Ennio Malavasi e Omar Said Mugne.


Sono diretti alla nave “21 ottobre II”, ormeggiata in porto. È l’ammiraglia della flotta sospettata da polizia, servizi segreti e agenzie dell’Onu, di essere dedita a traffici internazionali d’armi. Si tratta dello stesso Siad Omar Mugne e della stessa flotta su cui indagheranno gli inviati del TG3 Ilaria Alpi e Miran Hrovatin prima di essere assassinati a Mogadiscio in Somalia esattamente tre anni più tardi, il 20 marzo 1994.


È un summit quello che si svolge a bordo della nave italo-somala ormeggiata nel porto di Livorno? Con quale scopo? E perché i permessi di accesso alla struttura portuale (sicuramente quello di Florindo Mancinelli) scadono proprio il giorno del disastro del Moby Prince?».

Invero, il nome di Ennio Malavasi, ai reggiani può dire qualcosa: si tratta dello storico presidente della Giza di Bagnolo dal 1983 al 1991. Il suo nome, o meglio quello del figlio Paolo (titolare della Malavasi srl, socia della Shifco) era proprio stato associato alla vicenda di Ilaria Alpi e alle inchieste giornalistiche che l’inviata del Tg3 stava conducendo sul traffico d’armi in Somalia, dove poi ha trovato la morte. Il suo nome figura, ad esempio, nell’interrogazione parlamentare presentata nel 1994 dall’allora parlamentare del Pds Elena Montecchi .


IL SUMMIT ALL’ASTORIA. Che cosa dovessero fare i tre su quel peschereccio non è dato sapere, ma il fatto più inquietante è quel che accadde qualche giorno dopo. Scrive sempre Grimaldi su Famiglia Cristiana: «Durante la prima settimana di aprile, mentre Mancinelli resta a bordo del peschereccio, il “summit” si trasferisce altrove: all’Hotel Astoria di Reggio Emilia.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12410101:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12410101:1649488706/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Un evento tanto interessante - si legge nell’articolo pubblicato da Famiglia Cristiana- che una divisione del Sismi (il servizio segreto militare italiano, oggi denominato Aise) tiene sotto controllo l’evolversi della situazione. A spostarsi da Livorno a Reggio Emilia è proprio il capo della Shifco: Omar Said Mugne.

Gli uomini dell’intelligence militare segnalano infatti che “l’ambasciatore somalo Yussuf Ali Osman (è l’ambasciatore presso la Santa Sede, noto anche come Ali Hussein, ndr), l’addetto militare somalo Mohamed Hassan Hussein e tale Mugne Omar hanno soggiornato presso l’albergo Astoria, di Reggio Emilia, nei giorni 6 e 7 aprile, con partenza il giorno 8 aprile”.

“Per il momento”, continua l’informativa del Sismi, “non si è avuta notizia dell’incontro dei somali con il Giovannini Giorgio”. Il sospetto - scrive sempre Grimaldi - è che Mugne, l'addetto militare e l'ex ambasciatore siano impegnati nell'organizzazione di un traffico d'armi».


LE DOMANDE. E’ difficile, date le premesse, che Reggio Emilia - sede di questa riunione con tanto di pernottamento in uno dei più importanti alberghi cittadini - fosse stata scelta a caso guardando la carta geografica dell’Italia centro-settentrionale.Chi partecipò a quella riunione oltre a quelli riconosciuti nella informativa dei Servizi? O meglio, vista la scelta della location, chi ha fatto gli onori di casa?

Domande a cui magari saprà dare una risposta anche la neonata Commissione parlamentare d’inchiesta sulla tragedia del Moby Prince.E’ lo stesso auspicio che si pone anche Luigi Grimaldi nella parte finale suo articolo: «Le domande che hanno bisogno di una risposta - si legge nell’articolo - sono molte. C'è una relazione c'è tra la riunione di Reggio Emilia, la nave ammiraglia della Shifco e la notte del disastro?Per ora non ci sono risposte convincenti , ma si tratta di un garbuglio certamente alla portata del lavoro di indagine di una commissione Parlamentare di Inchiesta».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google