Rimpasto in Sicrea, Luca Bosi cede il passo
Reggio Emilia: resta presidente e direttore della holding e nomina altri ai vertici delle partecipate. L’azienda è al 34esimo posto in Italia
REGGIO EMILIA. Tre anni fa Sicrea spa era nata come società veicolo destinata a recuperare le attività dall’ex Cmr di Reggiolo. Poi il mondo delle costruzioni è franato e l’azienda è diventata una holding usata come salvagente del settore, con al suo interno diverse partecipate (ex Orion, ex Cdc, ex San Possidonio e altre) che hanno ramificato la catena di controllo fino a pochi giorni fa saldamente in mano a Luca Bosi, messo a capo dell’operazione Sicrea dalla cooperazione rossa reggiana.
Il cda di Sicrea ha ora deliberato un cambio di guardia proprio nelle società sottostanti, che vedono assurgere al ruolo di presidenti alcuni dirigenti di primo piano. Bosi resta infatti presidente e direttore della capogruppo, mentre nella controllata Sirem è stato nominato presidente Moreno Messori, già direttore produzione di Sicrea, carica che manterrà anche in futuro.
Un incarico di prestigio ma grande delicatezza, essendo Sirem la società che sta tentando di riportare a galla la Cdc di Modena, nella cui sede Sicrea si è trasferita abbandonando Reggiolo. In Sirem sono confluiti 268 lavoratori, un passaggio avvenuto lo scorso maggio e che vede l’organico ridotto a 226 unità - gli altri sono usciti su base volontaria e senza incentivi - coperti da due anni di cassa integrazione straordinaria.
A lavorare sono circa 100 dipendenti ma l’impiego di parte delle maestranze coinciderà con l’inizio dei lavori di costruzione di un supermercato a Fiorano Modenese per la Rossetto (valore 4 milioni di euro) e di un altro per Coop Estense a Formigine (valore 5 milioni di euro).
In Siteco, invece, azienda che ha inglobato alcune attività dell’ex Orion (e dove si contano ancora 20 esuberi strutturali), Bosi ha passato la presidenza a Nicola Vezzani, direttore amministrativo e finanziario del gruppo Sicrea. Bosi ha quindi voluto ripartire così le mansioni rimanendo al vertice della catena di comando, confermando anche il suo impegno in Boorea, il salotto buono della cooperazione reggiana all’interno del quale vengono orchestrate le grandi manovre e dove l’ex assessore di Fabbrico è stato da poco nominato presidente. Al cambio di governance bisogna affiancare anche gli esisti industriali di Sicrea.
La botta finale che ha messo al tappeto Coopsette non sta certo facilitando il lavoro di risalita delle coop di costruzioni, soprattutto sul fronte finanziario che resta assai scivoloso. Per le banche il settore resta da bollino rosso.
A Sicrea sono sempre state confermate le linee di credito relative a fideiussioni e coperture assicurative per partecipare alle gare. Nulla da fare, invece, per lo sviluppo del business. Al momento gli istituti di credito non sono disposti a concedere affidamenti o anticipazioni su crediti. A bilanciare la situazione sono però i 174 milioni di euro di portafoglio ordini già acquisito da Sicrea, che può stare tranquilla fino al 2016.
Numeri che hanno iscritto di diritto Sicrea al 34esimo posto della “Top 50 imprese di costruzioni”, classifica annunale stilata dal Sole 24 Ore e che verrà resa nota nei prossimi giorni. Un’affermazione che vede però scomparire altre big reggiane.
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