«Continuano a tenerci all’oscuro di tutto»
Il blitz delle Cicogne davanti alla Provincia: «Queste riunioni carbonare dovrebbero essere pubbliche»
CASTELNOVO MONTI. Una visita a sorpresa davanti alla riunione fra l’assessore regionale e i sindaci montanari.
Si conferma sempre più battagliero il comitato Salviamo le Cicogne nato per mantenere il punto nascite all’ospedale Sant’Anna di Castelnovo Monti, tanto da presentarsi “senza bussare” nella sede della Provincia, dove si stava svolgendo un incontro riservato sul tema fra l’assessore regionale alla Sanità Sergio Venturi, i dieci primi cittadini dei Comuni del distretto montano, il direttore dell’Ausl reggiana Fausto Nicolini e la direttrice del Santa Maria Antonella Messori.
Le Cicogne, grazie a una “talpa” ben informata su quanto fosse in programma, con parecchi striscioni sono rimaste davanti alla Provincia in corso Garibaldi a Reggio Emilia, per attendere l’uscita degli amministratori pubblici. Anche perché loro alla riunione avrebbero voluto esserci.
«Secondo noi queste riunioni dovrebbero essere pubbliche, nel senso che la cittadinanza dovrebbe sapere che vengono fatte e dove si tengono, e sapere quasi in tempo reale cosa vi viene discusso», punta il dito la presidente del comitato Elisabetta Paroli. E ricorda che «quando abbiamo partecipato alla creazione del documento unitario, ci era stato detto che saremmo state invitate ai tavoli di lavoro. Invece non eravamo state neppure informate del fatto che ci sarebbe stata questa riunione. Ci sembra un comportamento poco chiaro e poco corretto nei confronti della cittadinanza per cui lavorano». I partecipanti all’incontro sono rimasti stupiti dal “comitato di accoglienza” esterno, raggiunto anche dalla consigliera comunale cittadina Cinzia Rubertelli. E le reazioni, sostengono le Cicogne, non sono state serene: «I sindaci sono rimasti molto stupiti. Alcuni di loro si sono persino arrabbiati molto e, infastiditi dalle domande, si sono rifiutati di rispondere».
E altri «sono tornati indietro e sono usciti molto dopo, riuscendo così a evitare il faccia a faccia ». Uniche eccezioni, secondo le Cicogne, i primi cittadini di Vetto e Toano, Fabio Ruffini e Vincenzo Volpi, «che si sono fermati a parlare con tranquillità, pur non svelando i particolari dell’incontro».
Perché poi la curiosità vera era quella: cosa è uscito nella riunione? «Da quel poco che si è riuscito a estrapolare, è emerso che “adesso il punto nascite non chiude”, ma verrà istituita una commissione di tecnici che valuterà la situazione di sicurezza del punto nascite e l’ospedale “verrà potenziato”. Alla domanda “in che modo?”, nessuno ha rilasciato dichiarazioni».
Le Cicogne non rinunciano poi a un’ultima sferzata agli amministratori: «Se noi non fossimo andate, la cittadinanza avrebbe saputo di questa riunione?». (adr.ar.)
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