La Benassi è pronta a “salvare” Messina
Gli operai e i mezzi della ditta reggiana sono giunti in Sicilia, dove ripareranno i danni all’acquedotto
REGGIO EMILIA. Sono arrivati a Messina i quattro furgoni e gli otto addetti partiti dalle sede di Reggio della Benassi srl, azienda chiamata in Sicilia per risolvere una volta per tutte l’emergenza idrica che ha lasciato senz’acqua 240mila persone.
La ditta dell’omonima famiglia di Poviglio dovrebbe ricevere tra poche ore il via libera ufficiale per iniziare i lavori di ripristino del flusso d’acqua. Il commissario nominato a capo del tavolo d’emergenza in Sicilia ha fatto chiamare la Benassi sulla base di una consolidata esperienza da parte dell’azienda reggiana, che ha a disposizione una tecnologia acquisita da una ditta tedesca basata sull’installazione nei tubi rotti di condutture per il trasporto dell’acqua in kevlar. Una soluzione che permette di ricollegare il sistema idrico senza dover cambiare i tubi danneggiati dalla frana, risparmiando tempo prezioso sulla tabella di marcia. Invece dei quindici giorni preventivati per tornare alla normalità, la Benassi assicura tre soli giorni.
A coordinare i lavori per la Benassi c’è Arnold Cekodhima, ingegnere della ditta reggiana da alcuni giorni a Messina. A lui è stato affidato il progetto che prevede due stadi. Il primo è l’installazione dei tubi in kevlar attraverso le attuali tubazioni. Poi, in un secondo momento, la Benassi costruirà un bypass che eviterà la frana e porrà un rimedio definitivo al problema sorto nel comune di Calatabiano, dove la terra ha investito l’acquedotto Fiumefreddo.
Ora non resta che ricevere il via libera definitivo per iniziare il cantiere, che dovrà essere portato a termine entro lunedì. L’azienda reggiana, infatti, si è precipitata in Sicilia vista l’emergenza, “sacrificando” un altro lavoro preso in Germania e che non potrà essere rimandato ancora per molto. (e.l.t.)
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