Gazzetta di Reggio

Reggio

lattiero-caseario

Allevatori furiosi con Lactalis: «Stop al latte in polvere»

Allevatori furiosi con Lactalis: «Stop al latte in polvere»

"Siamo di fronte ad un vero ricatto straniero per la decisione del Governo italiano di confermare il no alla produzione di formaggi senza latte fresco alla scadenza dell’ultimatum da parte della UE"

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. La protesta degli allevatori è continuata con l’arrivo di altri manifestanti dalle regioni del centro e del nord Italia e altri ancora dalla Coldiretti reggiana che hanno prodotto formaggio con il vero latte italiano, da far assaggiare ai francesi. Si tratta della mobilitazione davanti alla multinazionale francese Lactalis a Ospedaletto Lodigiano, che ha coinvolto migliaia di allevatori intenzionati ad andare avanti ad oltranza fino a quando non sarà riconosciuto un giusto prezzo per il latte italiano.

«Gli industriali che sottopagano il latte italiano al di sotto dei costi di produzione sono gli stessi – commenta il direttore Assuero Zampini presente anche oggi al presidio - che hanno tentato il colpo di mano per chiedere il via libera all’uso della polvere di latte nei formaggi e yogurt Made in Italy».

«Siamo di fronte ad un vero ricatto straniero – continua Zampini - per la decisione del Governo italiano di confermare il no alla produzione di formaggi senza latte fresco alla scadenza dell’ultimatum da parte della Commissione Europea, fissato il 29 settembre scorso, con l’impegno diretto del presidente del Consiglio Matteo Renzi davanti ai 30mila agricoltori della Coldiretti riuniti all’Expo». Una decisione supportata anche dalla petizione popolare Coldiretti alla quale hanno aderito decine di migliaia di italiani dopo la mobilitazione degli agricoltori dal Brennero a Bruxelles fino all’Expo.

Prosegue quindi la «guerra del latte» promossa da Coldiretti, che arriva anche a Bologna. A poche ora dal picchetto davanti alla sede della multinazionale francese Lactalis, interviene anche il consigliere regionale dell'Emilia-Romagna, il reggiano Yuri Torri (Sel), affermando che il colosso opera con «una politica industriale aggressiva».

Il consigliere ha firmato una interrogazione «contro le scelte della multinazionale, che attraverso l'importazione di latte dall’estero, a costi inferiori, sottopaga il latte italiano imponendo agli allevatori le proprie condizioni e beffando così le istituzioni nazionali». Torri interroga l'esecutivo regionale per sapere se nell'ambito delle proprie competenze, «intenda intraprendere qualche iniziativa a difesa del Made in ltaly caseario».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google