Gazzetta di Reggio

Reggio

Influenza, da ieri via alle vaccinazioni

di Luciano Salsi
Influenza, da ieri via alle vaccinazioni

Allarme Ausl: a Reggio sale ancora il numero delle persone che dovrebbero vaccinarsi e non lo fanno

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «La vaccinazione è lo strumento di prevenzione più importante e sicuro, che produce ottimi risultati e minime reazioni avverse di carattere benigno. Vaccinarsi è un bene per noi e per chi ci sta vicino».

La dottoressa Giovanna Mattei, del servizio di Igiene pubblica dell'Ausl, sintetizza così le ragioni che dovrebbero convincere i soggetti a rischio (o chi per essi) a farsi somministrare gratis il vaccino antinfluenzale dai medici di base, da quelli dell'Igiene pubblica o dai pediatri.

La campagna, destinata a protrarsi fino al 31 dicembre, è stata avviata ieri con auspici incerti. Negli ultimi anni, infatti, il numero dei vaccinati è diminuito.

Dagli 85.157 del 2012-2013 si è scesi ai 77.985 dell'anno scorso, cosicchè la copertura vaccinale dei cittadini con più di 64 anni è calata dal 58,9 al 54,9%. Quindi la consueta epidemia stagionale è aumentata di intensità, infierendo particolarmente sulla nostra regione, dove si stima che si sia ammalato circa il 13% degli abitanti, corrispondente a 572mila persone, di cui circa 70mila nella nostra provincia.

«Da noi - sottolinea la dottoressa Mattei - si sono verificati undici casi gravi, con ricoveri in rianimazione prolungati fino a due mesi, per fortuna senza alcun decesso. Nel resto della regione sono state colpite anche tre donne in gravidanza, una delle quali è deceduta».

L'Ausl punta molto sull'informazione per invertire la tendenza. «Purtroppo - spiega la dottoressa Mattei - in passato sono stati diffusi messaggi sbagliati. Nel 2009 era stato lanciato un allarme eccessivo per una pandemia che ha avuto effetti meno gravi del previsto. Nel 2012 è stata sospesa la fornitura di vaccini per controllarne la sicurezza. Nel 2014 ne sono stati bloccati due lotti dopo il verificarsi di decessi. Poi si è dimostrato che non erano causati dalla vaccinazione, ma ormai molti erano diventati diffidenti».

Per dare forza alla campagna è indispensabile la collaborazione degli operatori sanitari, che spesso, però, danno il cattivo esempio: «Fra di loro - ammette la dottoressa Mattei - l'adesione è molto bassa. I medici e gli infermieri che non si vaccinano dimostrano di non capire il ruolo e la responsabilità che a loro competono.

Non solo devono tutelare la salute dei pazienti con cui vengono a contatto, ma devono evitare di ammalarsi per non privarli delle cure necessarie. Il siero antinfluenzale, offrendo una copertura del 60%, non è eccellente, ma la sua funzione è comunque fondamentale».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google