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Morto Maurizio Giansoldati pastore della transumanza

di Tullio Casilli
Morto Maurizio Giansoldati pastore della transumanza

LIGONCHIO. Se ne è andato, nella sua abitazione di Cinquecerri l’ultima figura di pastore legata alla transumanza: Maurizio Giansoldati. La famiglia Giansoldati, subito dopo l’ ultima guerra mondiale,...

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LIGONCHIO. Se ne è andato, nella sua abitazione di Cinquecerri l’ultima figura di pastore legata alla transumanza: Maurizio Giansoldati. La famiglia Giansoldati, subito dopo l’ ultima guerra mondiale, portava il suo gregge a pascolare, durante il periodo invernale, a San Martino dall’Argine (Mantova), nei campi in riva all’Oglio. Una consuetudine che ben presto si consolidò: la sua famiglia iniziò a frequentare il paese di Ferrante Aporti sino ad acquistare un fabbricato in località Valle, che utilizzava anche come ovile. La famiglia si era trovata a proprio agio a San Martino, tanto che due sue sorelle si sono sposate con persone del luogo, e qui si è inserita nel tessuto cittadino. Una famiglia, quella dei Giansoldati, che ricopre un ruolo importante nella storia della Resistenza, tanto che uno zio di Maurizio, in possesso di un telegrafo, il 29 dicembre 1943 diede l’annuncio della fucilazione dei sette fratelli Cervi. Giansoldati fece il pastore sino a una decina d’anni fa, incrementando la sua attività con la vendita della lana e dei formaggi pecorini. Negli ultimi anni della sua vita bucolica lamentava le pessime condizioni degli argini e delle campagne mantovane, già in preda all’inquinamento con lattine e rifiuti che rischiavano di compromettere la salute del suo gregge. L’ultimo pastore lascia la moglie Domenica Magliani e la figlia Laura.

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