Prendono a sassate i ladri dopo la spaccata
Raid di notte a Gavasseto ma i vicini rompono il finestrino dell’auto della banda, che scappa. Poi il secondo furto in centro
REGGIO EMILIA. Si sono svegliati in piena notte, verso le 2, dopo aver avvertito un forte trambusto al piano di sotto seguito dall’accensione della sirena di un allarme. Appena si sono affacciati dal grande terrazzo di casa in via Comparoni 38, hanno visto due uomini che entravano e uscivano dalla tabaccheria con le mani piene. Pochi secondi per capire che si trattava di due ladri intenti a svaligiare il negozio al piano terra. Le urla non sono bastate per fermare i due uomini, coperti in viso dalle torce da speleologo che portavano in testa per farsi luce all’interno del locale. Così, i componenti della famiglia Collini, proprietari dei muri della tabaccheria e residenti nel palazzo, hanno cominciato a tirare contro i due ladri i sassi che avevano sul terrazzo. Una raffica che ha preso di sorpresa i due malviventi, risaliti subito nell’auto per darsi alla fuga. I pezzi di roccia hanno però raggiunto il lunotto posteriore della vettura dei ladri, mandandolo in frantumi. «Erano a bordo di un’auto grigio chiaro, con la targa coperta» racconta Graziano Romani, padre di Luca e Roberto, gestori da quattro anni della tabaccheria di via Comparoni a Gavasseto, dove è avvenuto la prima delle due spaccate registrate dalla questura nel giro di un’ora nella notte tra domenica e lunedì. «Hanno agito molto velocemente - dice Roberto Romani, mentre ricarica i portasigarette nell’edicola-tabaccheria che funge da presidio nella zona di campagna alle porte di Reggio - ci hanno portato via tutto, sapevano come agire. In pochi istanti hanno ripulito i portasigarette e fatto sparire i gratta e vinci. Per entrare hanno usato delle tronchesi con le quali hanno tranciato la serranda. Poi, con un mazza, hanno sfondato il vetro d’entrata». L’auto era stata parcheggiata nella via laterale, fino a quando non sono intervenuti i padroni del negozio che hanno deciso di passare all’azione. «Lanciavano sassi e poi si accucciavano perché non sapevano se i ladri erano armati - racconta Romani - I miei figli sono arrivati poco dopo. Anche la questura è stata molto veloce ma i ladri erano già fuggiti con la refurtiva nonostante il lunotto rotto».
Nel giro di pochi minuti la volante della polizia ha ricevuto un’altra richiesta di intervento. Era scattato infatti l’allarme anche alla tabaccheria Sant’Angelo di Corso Garibaldi, in pieno centro a Reggio. Anche lì c’è stata una spaccata, avvenuta poco dopo quella di Gavasseto, con la quale sono state portate via sigarette e gratta e vinci. Due eventi simili nel modus operandi che fa pensare a un’unica mano dietro i colpi. «Non se ne può più, qui non è certo la prima volta che siamo obiettivo dei ladri» racconta Luca Romani, che due anni fa è stato assalito e rapinato da due malviventi che lo avevano chiuso poi nello sgabuzzino, venendo liberato da un cliente di passaggio.
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