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Reggio Emilia, roulotte e due furgoni a fuoco: spuntano chili di rame rubato

Reggio Emilia, roulotte e due furgoni a fuoco: spuntano chili di rame rubato

Incendio sospetto nel parcheggio di via Fratelli Manfredi: visto un uomo fuggire dai mezzi in fiamme
Forti quantitativi del prezioso metallo trovati negli ultimi tempi dai vigili: imperversano bande dell’Est

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REGGIO EMILIA. Un rogo che devasta un furgone e una roulotte, danneggiando pure un terzo mezzo (un altro furgone poi risultato rubato due anni fa nel Mantovano, a Viadana). E’ accaduto ieri mattina – intorno alle 11.30 – nel parcheggio comunale attiguo all’Unipeg, in via Fratelli Manfredi. Fiamme che possono essere dolose, ma è tutto il rame spuntato da uno dei mezzi che può diventare il retroscena più interessante di questa vicenda che, come tante altre, si prospetta come l’ennesima “spia” di quella vera e propria piaga che da tempo tormenta la nostra città, cioè i furti di “oro rosso”. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12433457:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/11/12/fotogalleria/il-furgone-prende-fuoco-dentro-c-e-il-rame-rubato-a-reggio-emilia-1.12433457]]

Strano incendio. Ma partiamo da quanto accaduto ieri mattina nel parcheggio. E’ un passante a far scattare l’intervento dei vigili del fuoco. L’incendio si vede anche da lontano, c’è un’alta colonna di fumo nero. Il bilancio è pesante: le fiamme sono partite da un furgone (di proprietà di un italiano residente in provincia di Forlì) e l’hanno distrutto, stessa sorte per la vicina roulotte (è di proprietà di uno straniero che vive a Reggio), mentre l’altro furgone (rubato due anni fa) ha tutta la fiancata danneggiata dall’incendio.

Il testimone. Un’idea di come possono essere andate le cose la dà, sul posto, un testimone che dice di aver visto una persona che stava cercando di trainare con il furgone la roulotte, ma ad un certo punto qualcosa ha preso fuoco e l’uomo è fuggito. Un comportamento già strano di per sè, non tenta nemmeno di arginare le fiamme. Più che spaventato, ha probabilmente molto da nascondere. Chi vive in zona si era insospettito nei giorni scorsi per la presenza da tempo di quella roulotte in sosta e con dentro due materassi. Qualcuno viveva lì?
Visto quello che hanno trovato, i vigili del fuoco hanno chiesto l’intervento della polizia: i primi accertamenti sono stati fatti dalle Volanti, poi è giunto il personale della Scientifica per i rilevi tecnici. Nel parcheggio sono giunti anche alcuni agenti della Municipale. Quanto sinora emerso è ora al vaglio della Mobile che sta indagando, mentre i vigili del fuoco dovranno dare delle risposte certe sulle cause dell’incendio.

Spunta l’oro rosso. Sullo sfondo rimane il non indifferente quantitativo di rame ritrovato. Sarebbe stato estratto da grossi cavi elettrici arraffati chissà dove. Ma per togliere il rame dalla guaina, il grosso cavo dev’essere scaldato per farlo ammorbidire e così poter intervenire. E se fosse stata quest’operazione di riscaldamento dei cavi ad innescare le fiamme? Quando la situazione è andata fuori controllo, chi era lì è poi scappato come dice il testimone: questa potrebbe essere una ricostruzione. Ma da quanto “filtra” di ritrovamenti di rame rubato se ne stanno accumulando a ripetizione. Chi batte il territorio palmo a palmo come fa il nucleo antidroga della polizia municipale ha scoperto quest’estate – in due occasioni – quintali e quintali di rame nascosto per poi essere recuperato e piazzato. Nel giro di pochi giorni, grazie ad alcune segnalazioni ed un discreto fiuto, i vigili in borghese hanno trovato dei depositi di rame rubato in via Cisalpina e in campagna fra Massenzatico e Gavassa. Da quanto gli agenti hanno potuto appurare si tratterebbe in entrambi i casi di rame rubato in cantieri (cavi grossi da scaldare per poi “sguainare” l’oro rosso).

Bande dell’Est. Ma chi sta imperversando in città (per non parlare nel Reggiano) per accaparrarsi questo metallo che ha una quotazione destinata ad aumentare ancora, visto che il bene è sempre più scarso e sempre più ricercato? Pare trattarsi di bande specializzate – dell’Est europeo – che trovano facili canali di vendita da ricettatori disposti a chiudere un occhio sulla provenienza dei quantitativi di metallo.


Una filiera illegale vastissima e sempre più organizzata che ha un solo scopo: rubare più rame possibile per rivenderlo all’estero. Alla base ci sono i ladruncoli (spesso e volentieri organizzati in bande che sanno dove colpire, soprattutto di notte) che lo rivendono a rottamai e grossisti per 4 o 5 euro al chilo (ma il prezzo potrebbe essere aumentato ulteriormente). Da qui, il metallo viene spedito in fonderia oppure lavorato sul posto.
E’ a questo punto che l’oro rosso passa nelle mani dei “pesci grossi”. Possono essere esportatori legali (del tutto inconsapevoli) oppure è la criminalità organizzata a “tuffarsi” in questi affari illeciti e i sospetti su quest’ultimo punto non riguardano certamente solo Reggio.
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