Tari: a Reggio Emilia crescono solo le utenze domestiche
Dal 2012 le tariffe per attività commerciali sono calate in media del 15%, mentre la quota pro-capite è cresciuta del 5%
REGGIO EMILIA. L’analisi de “Il Sole 24 Ore” su quanto pesi sui bilanci la Tari per le utenze non domestiche nelle città capoluogo mostra un andamento non uniforme. Si va dai 9 euro al metro quadro per un ristorante, ai 3.6 euro per negozio, ai 5 euro per un ufficio e 2.53 euro per l’industria a Pavia, mentre a Bologna per le stesse tipologia la tariffa è di 16. 53 euro, 6.74, 7.71e 5.18.
Tariffe che in molti casi salgono ulteriormente nelle città turistiche. A Reggio per il 2015 le tariffe sono di 20.61 euro per un ristorante, 4.63 euro per un negozio, 6.46 euro per un ufficio e 4.04 per un’industria. Tutti importi che a Reggio rispetto al 2012 sono in calo. Cresce invece del 4.7% (rispetto al 2014) la media della quota procapite per abitante (comprendendo le utenze domestiche e non domestiche).
E’ un confronto quello del quotidiano della Confindustria, per dimostrare che la Tari sulle imprese nelle città capoluogo non cala. A Reggio invece questa tendenza almeno in parte è in atto per le aziende che producono rifiuti speciali e per i pubblici esercizi con distese esterne.
«Resta un paragone complicato _ dice l’assessore al Bilancio del Comune di Reggio Francesco Notari _ visto che ognuno sceglie una strada autonoma e le entrate della Tari devono corrispondere al centesimo a quanto il Comune spende per il servizio raccolta, smaltimento rifiuti».
Stando ai dati forniti a Reggio la tariffa procapite è pari a 131 euro per abitante. Ovvero la più bassa in regione dove la media è di 153 euro. Cambia però l’incidenza delle agevolazioni che ogni comune ha scelto di applicare. «A Reggio _ spiega l’Assessore _ la Tari è leggermente aumentata. Il tributo è di circa 32 milioni di euro con un aumento del 4% circa rispetto all’anno precedente per effetto del maggior costo dello smaltimento dei rifiuti».
Da quando cioè è stata chiusa la discarica di Poiatica (Carpineti) e prima ancora l’inceneritore, i rifiuti finiscono tutti a Novellara. La Tari quindi cresce non tanto per il costo della raccolta, quanto per lo smaltimento. «In realtà _ spiega ancora l’assessore Notari_ per il cittadino normale l’aumento medio va dal 5.5 al 6%per effetto delle agevolazioni agli esercizi commerciali con distese, alle aziende che producono rifiuti speciali e alle famiglie in difficoltà e degli insoluti che finiscono per essere pagati da tutti gli altri».
Proprio come avviene in un condominio. Ricapitolando nel 2015 è previsto un costo del servizio per il comune di Reggio di circa 32 milioni di euro. La Tari nel 2015 aumenterà di circa il 4 per cento per le utenze domestiche, del 5,5 per cento per le utenze non domestiche, mentre per quanto riguarda magazzini e impianti industriali si ha una riduzione del 4,7. Per fare alcuni esempi, un nucleo familiare con due componenti nel 2015 paga 10,10 euro in più, un nucleo familiare con tre componenti, paga 13,20 euro in più. Le circa 5mila famiglie riconosciute in difficoltà invece pagheranno circa 20 euro in meno di Tari.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
