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Tre vicini accusano l’inquilino di sotto «Ci molesta da anni»

Tre vicini accusano l’inquilino di sotto «Ci molesta da anni»

Contrasti in un palazzo di via Gandhi: «Bastonate al soffitto» Chiesti 30 mila euro di danni. L’imputato: «Sono rumorosi»

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REGGIO EMILIA. I contrasti condominiali non finiscono mai di stupire.

La dimostrazione ieri nell’ennesimo processo sul sempre spinoso tema, con un professionista di 64 anni che è accusato di molestie da tre vicini di casa. Il palazzo “incriminato” è in periferia, precisamente in via Gandhi: lui abita all’ottavo piano, gli altri a quello superiore (ma c’è chi ha vissuto a fianco dell’imputato, sullo stesso pianerottolo, preferendo poi spostarsi). Ebbene, secondo quanto accertato dal pm Valentina Salvi (ieri la procura ha chiesto una condanna a 200 euro d’ammenda) il professionista avrebbe suonato ripetutamente il campanello dei suoi tre “obiettivi”, picchiando più volte sul soffitto e insultando ripetutamente quei coinquilini. E per chi ha indagato ciò sarebbe accaduto «per biasimevoli motivi”, indicando temporalmente il tutto fra il novembre e il dicembre 2012.

Ma l’avvocatessa Vanda Giampaoli – che rappresenta i tre condomini costituitisi parte civile (richiesti complessivamente 30mila euro di danni) – ha allargato questa situazione a una decina d’anni, a partire dal 2003, con una breve interruzione dei contrasti fra il 2006 e il 2007. Nella sua arringa l’avvocatessa Giampaoli ha descritto, con minuzia di particolari, cos’hanno vissuto i suoi assistiti: costretti a mangiare separati, e non alla stessa tavola perchè il vicino del piano di sotto, disturbato dal rumore della conversazione (o forse dal tintinnio delle posate...), reagiva dando forti colpi, come di martellate, sul soffitto o contro le pareti; i tentativi di insonorizzare al massimo l'appartamento, e di camminare il più piano possibile; chi preferiva ascoltare la televisione con le cuffie per non incappare nelle ire del vicino. Di diverso avviso l’avvocato Cesare Zuccoli che difende il professionista. Da parte sua l’imputato ha ammesso di aver dato qualche volta questi colpi, ma solo come ritorsione, per i rumori che i vicini facevano, inoltre il suo legale ha sottolineato che il 64enne, varie volte, aveva fatto presente ai vicini, con lettere e telegrammi, i disturbi sonori che gli arrecavano. Si era rivolto perfino alla procura, che aveva però archiviato. Il giudice Stefano Catellani emetterà la sentenza il primo febbraio.(t.s.)

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