Gazzetta di Reggio

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Una poesia per Guastalla, luogo del cuore

di Tiziano Soresina
Una poesia per Guastalla, luogo del cuore

L’ha scritta una ragazza di 13 anni che vive in Germania, dedicata alla cittadina dei nonni materni

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GUASTALLA. E' una storia delicata, quella di Rebecca, 13 anni, affezionatissima ai nonni e alla "sua" Guastalla. Vive in terra tedesca, a 1.300 chilometri dalla Bassa, a Dusseldorf, vicino a Colonia, non lontano dal confine olandese. Dodici ore di macchina, un viaggio lungo che la tiene lontana dagli affetti e dai luoghi che ama. Non più di uno-due, infatti, gli incontri con i nonni durante l'anno. Ma le sono bastati per capire che il richiamo delle radici è molto forte. Bilingue, doppio passaporto, un padre avvocato (Joachim Mulch) e la mamma laureata in legge (Benedetta Bresci), Rebecca sta frequentando in Germania l'ottava classe. Un'adolescente nativa digitale, a dir poco spigliata con il computer, ma che non vive, come tanti coetanei, solo immersa nel mondo virtuale. E lo dimostra sempre ai nonni – Armando Bresci e Daniela Bertazzoni – nelle sue "puntate" a Guastalla. Con loro ha scoperto le passeggiate lungo il Po, i portici, la villa liberty un tempo della famiglia che ora si è trasferita in un signorile appartamento del ristrutturato e storico albergo "Leon d'Oro", la buona tavola (cappelletti e cotechino sono i suoi piatti preferiti). Per lei Guastalla è un posto magico, un richiamo troppo forte che ha cominciato a cementare da bambina attraverso i racconti guastallesi del bisnonno che ora non c'è più: Dino Bertazzoni, per oltre quarant'anni titolare del mitico cinema "Roma". E Rebecca, appena ne ha avuto l'occasione, ha rivelato con i fatti – in Germania – tanta passione per le sue radici. Di recente, in classe, la professoressa di tedesco ha voluto mettere alla prova la 13enne e i suoi compagni, facendo seguire alle lezioni sui poeti famosi un vero e proprio componimento: «Scrivete una poesia, per immagini, su un luogo a voi caro».

La classe di Rebecca è a dir poco multiculturale, e di conseguenza sono fioccate poesie su Tokio, Parigi, Rio, Berlino. Lei, invece, di getto ha fatto parlare il suo cuore che non è certo metropolitano. E con la poesia “Sento Guastalla”, scritta sia in tedesco che in italiano, ha positivamente sorpreso la professoressa, e i compagni hanno applaudito, affascinati dalla lettura di quell'inaspettato componimento.

Una poesia che, via mail, è poi arrivata ai nonni, a dir poco entusiasti della loro nipotina riservata e creativa: «Rebecca ci ha commosso – dicono con trasporto – ma anche colpito molto con questa poesia, perché ha colto lo spirito della cittadina. Sembra proprio di girare per Guastalla». Una storia d'altri tempi.

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