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Aggredito un poliziotto all’Opg

Aggredito un poliziotto all’Opg

E’ l’ultimo di una serie di episodi denunciati nelle ultime 48 ore dal Sappe

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REGGIO EMILIA. In via Settembrini non passa una giornata senza segnalazioni di risse o episodi preoccupanti all’interno della casa circondariale. L’ultimo episodio ieri pomeriggio intorno alle 14.30 all’interno dell’Opg dove un assistente capo della Polizia penitenziaria è stato aggredito da un uomo ristretto nella struttura. Ha riportato la lacerazione del tessuto del sopracciglio e della tempia ed è stato trasportato al pronto soccorso del Santa Maria dove è stato medicato. A segnalarlo è il Sappe che sottolinea come nel giro di 48 ore questo non sia stato l’unico inquietante episodio accaduto all’interno degli Istituti penitenziari rggiani.

Lunedì sera, intorno alle 22, all’interno del carcere La Pulce - a riportarlo sempre Michele Malorni, segretario generale del Sappe - un detenuto tunisino, in regime aperto, aveva infatti ingerito lamette e batterie «creando disordine all'interno della struttura anche a causa di probabile e non escludibile utilizzo di alcool tipo grappa, ricavata dalla macerazione della frutta».

Il detenuto aveva rifiutato tutte le prestazioni sanitarie e anche il trasferimento al pronto soccorso del Santa Maria.

E, sempre secondo quanto riporta Malorni, «intorno all’una della notte un altro tunisino aveva creato disordini mettendo in atto gesti autolesionisti per futili motivi e pure lui rifiutava le prestazioni sanitarie».

Sulla Gazzetta di ieri, era stato riportato l’episodio della violenta rissa che, lunedì pomeriggio, aveva visto protagonisti cinque detenuti al carcere La Pulce (tutti per reati legati allo spaccio di droga), due italiani e tre tunisini, armati di lamette e bastoni appuntiti ricavati dai piedi dei tavolini. I detenuti coinvolti erano poi stati isolati tra loro in luoghi sicuri della struttura penitenziaria per poi garantirgli le cure del caso nella locale area sanitaria.

«Il pronto intervento della Polizia Penitenziaria già carente, a cui va il nostro plauso - aveva sottolineato in quell’occasione Malorni - ha evitato ancora una volta fatti irreparabili ed un tragico evento ai danni della vita umana dei detenuti coinvolti nella rissa e nel danneggiamento dei beni dell’amministrazione penitenziaria» .

«Mi sembra evidente - scriveva ieri in una nota Donato Capece, il segretario generale del Sappe - che è assolutamente necessaria una urgente ispezione ministeriale a Reggio Emilia, per capire cosa davvero stia succedendo dentro la struttura penitenziaria di via Settembrini».

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