Castelnovo Monti «Sull’ospedale serve più trasparenza»
CASTELNOVO MONTI. «Siamo molto dispiaciute che alcuni dei sindaci dell’Appennino abbiano interpretato la nostra lettera aperta come un attacco personale». Il comitato Salviamo le Cicogne in una nuova...
CASTELNOVO MONTI. «Siamo molto dispiaciute che alcuni dei sindaci dell’Appennino abbiano interpretato la nostra lettera aperta come un attacco personale». Il comitato Salviamo le Cicogne in una nuova nota interloquisce ancora con i sindaci dell’Appennino dopo il botta e risposta dei giorni scorsi, ovviamente sul punto nascite del Sant’Anna e sul rischio di una prossima chiusura. Prosegue il Comitato: «L'intento della nostra nota era quello di sollecitare un dibattito sul punto nascita alla luce di alcune notizie a noi pervenute che danno per imminente uno studio sulla sicurezza nei vari “nidi” della nostra regione da parte di tecnici nominati dalla politica, in un momento in cui tante cittadine che hanno bisogno del servizio di ostetricia si stanno rivolgendo già adesso ad altri presidi fuori distretto a causa dell’insicurezza sulla sopravvivenza del nostro reparto. L’intento non era assolutamente quello di creare polemica, ma abbiamo forse peccato di inesperienza politica. Oppure abbiamo colto sul vivo».
Concludono le Cicogne: «Se prendiamo per buone le parole del sindaco Bini che dichiara che “sul tema dell’ostetricia, tutti i passi opportuni sono stati già compiuti. Non siamo fermi”, possiamo allora dormire sonni tranquilli? Forse, come afferma sempre il sindaco Bini, “ci sono dei momenti in cui i cittadini non possono essere coinvolti” e anche che “i cittadini non tutti i giorni devono richiamare i politici”. Politici intoccabili? O troppo permalosi? L’unico mezzo che abbiamo trovato per avere risposte è quello di essere più incisivi possibile».
E concludono: «Non si tratta affatto, come si deduce chiaramente, di autoreferenzialità. Siamo perfettamente consapevoli che non possiamo risolvere noi la situazione ed è proprio per questo che ci rivolgiamo ai politici locali. Vorremmo chiarire che il nostro intento era ed è quello di tenere alta l'attenzione su di un argomento, quello dell’ospedale, che non è proprietà privata della politica e come tale non va, a nostro avviso, trattato nelle segrete stanze ma in trasparenza con la cittadinanza. Chiediamo che ci venga spiegato con chiarezza, magari in un incontro pubblico, il futuro del punto nascita».
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