Da Mancasale al centro «Un’odissea senza fine»
REGGIO EMILIA. «Un’odissea che si ripete troppo spesso. Lo stesso operatore del radiotaxi mi ha detto che in Mediopadana i tassisti non vengono mai volentieri». Fermo in attesa di un taxi che non...
REGGIO EMILIA. «Un’odissea che si ripete troppo spesso. Lo stesso operatore del radiotaxi mi ha detto che in Mediopadana i tassisti non vengono mai volentieri». Fermo in attesa di un taxi che non arriverà mai, con due bambini al seguito. Un disagio vissuto insieme ad un’altra ventina di persone, raccontato da Alberto Guarnieri, scrittore, fumettista e giornalista reggiano che vive a Roma.
Cosa c’è infatti di più comodo che un treno AV per fare un salto a Reggio nei fine settimana? Nulla. Peccato però che, una volta arrivati alla Mediopadana, raggiungere la città può diventare un’impresa. «Mia madre vive a Reggio. E per questo motivo almeno una volta al mese prendo il treno insieme ai miei figli per farle visita – racconta Guarnieri – trovare un taxi è sempre difficilissimo. E negli anni la situazione non è migliorata. Non c’è un avviso di chiamata, ma solo un cartello con il numero del radiotaxi. Ma come si fa se un utente ha il cellulare scarico?».
L’ultimo spiacevole episodio si è verificato venerdì sera, quando come di consueto Guarnieri è arrivato in città intorno alle 20.40 con i suoi due figli: «Ho chiamato il radiotaxi. Sono stato in attesa cinque minuti per poi sentirmi dire dall’operatore che non c’erano macchine disponibili e che non ero il primo a lamentarmi, ammettendo anche che i tassisti non vengono volentieri nella stazione Av. I passeggeri più fortunati si fanno venire a prendere. Altri lasciano l’auto al parcheggio. Ma chi non può? Per fortuna un signore gentile si è offerto per darci un passaggio. La Mediopadana per Reggio svolge una vera funzione da aeroporto. E si paga un biglietto da 70 euro per arrivare da Roma in sole due ore e mezza. È inconcepibile restare fermi in stazione un’altra ora, in attesa di trovare un modo per arrivare in città».
Non è la prima volta che il giornalista reggiano si trova in questa condizione di disagio. E la carenza di taxi non è l’unica pecca che, durante le sue attese, ha notato nella stazione Av: «Non c’è una sala d’attesa decorosa, solo qualche sedia, e mancano i telefoni pubblici – conclude – Reggio ha voluto questa stazione, l’ha fatta progettare da Calatrava, ma è davvero una cattedrale nel deserto». (e.spa.)
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