E’ salva la sophora di Villa Cella
Doveva essere sradicata per lasciar posto al parcheggio del Conad
REGGIO EMILIA. La mobilitazione dei cittadini di Cella, sostenuta dal Comune, ha avuto successo. La loro sophora pendula, una bella pianta centenaria considerata quasi un simbolo della frazione, è salva. Avrebbe dovuto essere sradicata e trapiantata chissà dove per fare spazio al parcheggio del nuovo Conad. L'amministrazione del supermercato, però, alla fine ha ceduto alla protesta rinunciando ai due posti auto occupati dall'albero. «Non ci speravamo - confessa Gianna Ferrari, portavoce del comitato di Cella - dal momento che questa mattina (ieri per chi legge, ndr) una dirigente del Comune m'aveva detto che l'operazione era stata regolarmente autorizzata e non la si poteva impedire. Siamo grati agli assessori che poi sono riusciti a convincere Conad. Siamo pronti a festeggiare». Il problema era sorto con la decisione di ampliare il piccolo punto vendita aperto parecchi anni fa nel centro della frazione, in quel tratto della via Emilia che è intitolato a Giambattista Vico. In futuro Conad lo userà come magazzino, mentre un nuovo emporio ben più grande sta per essere inaugurato entro la fine di novembre a brevissima distanza, sullo stesso lato della strada in direzione di Reggio. «Occupa - spiega Gianna Ferrari - l'area di un vecchio villino dove durante la guerra era insediato un presidio fascista. Le annesse stalle erano già andate quasi completamente in rovina, ma vi sopravviveva un giardino con questa pianta ornamentale dalle folte fronde pendenti, che eravamo abituati ad ammirare perchè dava lustro all'abitato. Proprio lì si sta realizzando il parcheggio con i posti auto richiesti dal regolamento. Anche i due su cui insiste la sophora erano necessari per raggiungere il numero minimo, ma, secondo la nuova normativa, il proprietario li può monetizzare. Forse anche per questo motivo Conad ha deciso di conservare l'albero, che probabilmente non avrebbe resistito al trapianto. Già due anni fa ne avevamo segnalato il valore al Comune. Siamo rimasti esterrefatti, quindi, quando giovedì scorso abbiamo appreso che lo si voleva trasferire. In poco tempo abbiamo raccolto una ventina di firme in calce a un documento, che abbiamo illustrato sabato presso il circolo Arci nella riunione organizzata dal Comune per gli abitanti di Cella, Cadè e Gaida». «Della loro richiesta - riferisce Valeria Montanari, assessore alla cura dei quartieri - mi sono fatta portavoce insieme ai colleghi Mirko Tutino e Alex Pratissoli. Siamo felici che Conad l'abbia finalmente accolta».
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