Il veglione dal cardinale Bertone? L’idea è nata ad Albinea
Reggio Emilia: un 34enne del paese inventa la pagina Facebook della festa nel "famoso" attico di 296 metri quadrati del porporato. Riccardo Albenghi: «Non pensavo che l’evento riscuotesse un simile successo»
ALBINEA. Le parole del cardinal Tarcisio Bertone stanno scatenando il web. «Vivo in 296 metri quadri ma il mio attico è di tutti», hanno scritto vari giornali.
Immediata la replica del popolo di Facebook, in particolare del giovane albinetano Riccardo Albenghi, 34 anni, che ha pensato: «Allora andiamo tutti a casa sua a festeggiare il capodanno» e ha organizzato sul social network un evento (ovviamente fittizio, ma diventato virale) aperto a tutti, dal titolo “Veglione di capodanno a casa del Cardinal Bertone”.
Una goliardata, certo. Ma che sta ottenendo un seguito inaspettato: oltre 77 mila partecipanti, 463 mila invitati e oltre 33 mila interessati. Su Facebook non si parla d’altro e anche i giornali nazionali stanno dando spazio a questa goliardata diventata “virale”.
Nell’evento, si legge, “ci sarà un po’ di selezione all’ingresso quindi, mi raccomando, presentarsi con abbigliamento adeguato, Dress Code Black, Porpora o Paonazzo”.
Come le è venuta questa idea?
«Tutte le mattine – spiega Riccardo Albenghi – quando arrivo al lavoro e accendo il pc, do un’occhiata a Facebook e ai titoli dei giornali su internet. Mi hanno molto colpito le dichiarazioni di Bertone in un titolo in cui dichiarava “vivo in 296 metri ma il mio attico è di tutti”. Così ho pensato lì per lì di creare questo evento scherzoso e di organizzare il veglione a casa sua. “Essendo tutti fratelli, secondo la religione cattolica, perché non approfittare dell’ospitalità del cardinale se il suo attico è di tutti?”, mi sono detto».
Pensava di scatenare un simile delirio?
«Sinceramente non mi aspettavo tanto successo per una cosa che, per dirla all’Amici Miei, è una “Zingarata”. Pur essendo stato creato come evento pubblico, mai e poi mai mi sarei aspettato di riscuotere un tale seguito in pochi giorni. La cosa incredibile è che so per certo che qualcuno ha creduto veramente a questa festa, tanto che in bar ad Albinea c’è chi ha fatto domande sul come andare a Roma quel giorno».
Pensa che qualcuno ci andrà sul serio?
«Può essere, la gente non smette mai di stupire. Certo che se Bertone si trovasse 50mila persone sotto casa, senza contare che il numero può aumentare ancora ad andare al 31 dicembre, a quel punto, altro che l’attico del cardinale, ci vorrebbe tutto lo stadio per contenere la gente. E sta a vedere che poi Papa Francesco decide di telefonarmi (ride, ndr)».
Come si spiega un così alto numero di partecipanti e di commenti?
«Ovviamente si scherza, ma questo seguito dimostra che la gente è parecchio delusa e arrabbiata per quanto successo».
E intanto aumentano partecipanti e commenti. Memorabile quello di tale Pilato che esprime dubbi sul fatto che possano farlo entrare alla festa «con un cognome come il mio».
E ancora: «Ci prende in giro. 295 metri quadrati e abbiamo famiglie che dormono in macchina», «il cattivo gusto è predicare bene e razzolare male. Milioni di persone vivono di stenti, io sono cattolico ma certi atteggiamenti non li condivido».
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