La polizia chiude un altro centro massaggi a Reggio Emilia
Blitz a Masone, l’accusa: prestazioni sessuali se si pagava un sovrapprezzo. E’ il settimo sotto sigilli in città
REGGIO EMILIA. Ancora sigilli per un centro massaggi cinese dove la polizia ha scoperto che non venivano effettuate solo prestazioni consentite, bensì si praticava la prostituzione. Stavolta, siamo in via Garcia Lorca a Masone dove i sigilli sono scattati al centro relax “Shuang Li”.
Anche in questa occasione, gli uomini della Squadra mobile hanno scoperto che all’interno del locale, pagando una somma aggiuntiva rispetto al prezzo di listino, si poteva accedere per così dire a un “servizio extra” offerto dalle due operatrici di origini cinesi che si alternavano all’interno della struttura. Costante era la presenza anche della titolare dell’esercizio, nei cui confronti è scattata la denuncia in stato di libertà per favoreggiamento della prostituzione.
Questo è il settimo locale chiuso dalla polizia. A fine settembre era toccato al centro “Tuina” di via Galileo Galilei 1. La polizia aveva scoperto che “vendevano” massaggi speciali fino a 80 euro a prestazione. Il titolare risultava essere un uomo italiano, ma durante i controlli non era mai stato trovato sul posto. Prima era stato chiuso un altro centro in via Degani, quartiere Santa Croce.
A febbraio era stato chiuso il centro “Oasi”, in via Turri 69: quando la polizia aveva fatto irruzione aveva trovato tra i clienti anche un ragazzino di 17 anni. A marzo era stata la volta del centro massaggi “Ebay” in piazzale Marconi. A maggio era stato chiuso il “Beauty”, in via delle Scuole a Scandiano. Quindi, a giugno, era toccato al centro massaggi “Luna” di Cadé.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
