Stazione Mediopadana, emergenza taxi: obiettivo 100 licenze
Pronto il piano per triplicare il parco mezzi, ma è bloccato da anni in Provincia. L’Agenzia mobilità: «È un intervento urgente»
REGGIO EMILIA. I taxi? Sono troppo pochi. E già da qualche anno è fermo al palo in Provincia uno studio commissionato dall’Agenzia della Mobilità per triplicare il numero di licenze. La stazione Mediopadana, il centro internazionale Malaguzzi, l’imminente decollo del Tecnopolo alle ex Reggiane.
Poli di attrazione che hanno moltiplicato le richieste da parte dell’utenza, a fronte di un servizio fermo ormai da anni. Attualmente sono 36 le licenze cittadine, alle quali di recente per la Mediopadana è stato aggiunto un servizio di 12 mezzi a noleggio con conducente. L’ultimo bando per i taxi, con l’assegnazione di sei licenze, risale al 2008. E dal Comune pensano sia arrivato ora il momento di adeguare l’offerta alle nuove esigenze della città, anche se un’eventuale aumento delle licenze dovrà passare al vaglio della Provincia, alla quale spetta per competenza l’attività di pianificazione del servizio.
«Il nostro input è quello di aumentare il numero delle licenze – spiega l’assessore comunale alla Mobilità, Mirko Tutino – il noleggio con conducente ha dato buoni risultati, ma è una soluzione ponte. Con un’infrastruttura importante come la Mediopadana, si avverte invece la necessità di un aggiornamento dell’organico dei taxi che circolano in città». Una posizione condivisa anche da Michele Vernaci, direttore dell’Agenzia per la Mobilità, che circa quattro anni fa ha presentato in Provincia uno studio nel quale si calcolava la necessità di portare gradualmente il parco taxi cittadino a quota 100 veicoli.
Il documento è rimasto fermo al palo, “disperso” tra le varie vicissitudini di un ente in via di dismissione e rivoluzionato in seguito alla legge Delrio. «La città è cresciuta, con la novità non trascurabile rappresentata dal 2013 dalla Mediopadana – spiega Vernaci – La domanda di taxi è lievitata, ma il numero di licenze attive si riferisce ancora ad un contingente calcolato circa 15 anni fa. Per questo è urgente adeguare il numero delle licenze».
Un progetto che Vernaci spera possa cominciare a fare passi avanti nel 2016, sebbene incontri un iter complesso al quale non mancheranno di certo resistenze. Aumentare il numero di taxi infatti vuol dire svalutare il valore di mercato di ogni singola licenza, che generalmente si aggira su cifre elevatissime.
«Credo che aumentare di 70 licenze il parco taxi consentirebbe a tutti di lavorare tranquillamente – aggiunge Vernaci – un numero di taxi troppo basso rischia infatti di non dare soddisfazioni agli utenti in termini di risposta alle richieste. Mi auguro che il piano, un po’ datato ma ancora attuale, a fine anno venga preso in considerazione, in modo che nel 2016 si avvii il bando, raggiungendo gradualmente questo obiettivo».
Quanto alla perdita di valore delle licenze, «il decreto Bersani consente alle amministrazioni di immettere nuove licenze a pagamento: gli introiti verrebbero usati per compensare la perdita di valore degli attuali titolari di licenze già attive». E le auto a noleggio con conducente? Il bando era previsto per 45 auto. Ma solo in 12 hanno risposto. Secondo Vernaci, la collaborazione fra i due servizi «poteva andare meglio». Ma, aggiunge, «i taxi hanno un servizio per lo più comunale, le auto con conducente potrebbero quindi dedicarsi di più all’utenza diretta fuori città, verso i centri del bacino mediopadano».
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