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Calano le iscrizioni, rivoluzione negli asili

Calano le iscrizioni, rivoluzione negli asili

Parte da Reggio Emilia il confronto per la nuova legge regionale sui servizi per l’infanzia: tariffe e orari al centro dell’incontro in Provincia con la vicepresidente regionale

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REGGIO EMILIA. Diminuisce la natalità, calano le iscrizioni negli asili. Cambiano le necessità dei genitori, alle prese con lavori basati su orari flessibili. E alcune competenze che prima erano in capo alle Province ora passeranno di mano alla Regione o alle aree vaste.

È alla luce di queste considerazioni che partirà in tutta l’Emilia-Romagna una vera rivoluzione su asili e servizi dell’infanzia: una nuova legge regionale, per la quale la vicepresidente e assessore alle Politiche di welfare della Regione, Elisabetta Gualmini, ha avviato un confronto con i territori. Un percorso che non poteva non partire proprio da Reggio Emilia, capitale delle scuole dell’infanzia, dove oggi la vicepresidente interverrà in un incontro in programma alle 10.30 nella sede della Provincia, alla presenza degli amministratori locali.

Accreditamento, uniformità delle tariffe tra Comuni e un maggiore bilanciamento dei servizi d’infanzia e dei nidi. Sono questi alcuni argomenti all’ordine del giorno, per un progetto di legge che parte da una constatazione: meno nascite vuol dire meno iscrizioni. Secondo i dati regionali, i bambini residenti nella nostra provincia nel 2013 in età 0-2 anni sono 15.918, secondo un trend in continuo calo rispetto ai quattro anni precedenti: erano 17.418 nel 2010, sono scesi a 17.158 nel 2011 per diventare 16.687 nel 2012.

In calo, ma dal 2011, anche i bambini presi in carico in tutti i servizi educativi: nel 2011-2012 erano 4.832, nel 2012-2013 sono diventati 4.808 per scendere a quota 4.597 nel 2013-2014.

A livello cittadino, invece, i bambini 0-2 anni residenti a Reggio nel 2010 erano 5.629, scesi nel 2013 a 5.276, con un calo percentuale ogni anno intorno al 3%. Quanto alle prese in carico nei servizi educativi reggiani, nel 2013-2014 l’indice era pari al 33,9%. I bambini iscritti a tutti i servizi erano 1.786, contro gli oltre 1.800 del triennio precedente.

Dati in linea con il resto della regione, che nel 2013-2014 per la prima volta ha visto registrare un calo di tutti gli indicatori dei servizi 0-3 anni: meno servizi (-0,9%), meno posti (-0,3%), meno bambini (-4,3%).

Sempre a livello regionale, già nel 2012-2013 ci sono state 2.760 domande in meno di iscrizione ai nidi d’infanzia rispetto all’anno precedente, che per Reggio si è tradotto in una diminuzione di 37 bimbi. Numeri a partire dai quali si interverrà anche su modifiche alle tariffe, cercando di estendere a fasce più ampie, e ora escluse, la possibilità di accedere ai servizi. Fra le misure allo studio, anche un cambiamento negli orari dei servizi, improntati sulla flessibilità richiesta ai genitori dal mercato del lavoro.

Per la vicepresidente Gualmini, «l’obiettivo è quello di andare incontro alle esigenze profondamente cambiate dei nuclei familiari presenti in regione, non di chiudersi in se stessi e proporre costantemente le medesime soluzioni ai problemi che cambiano, senza scordarsi di creare modelli organizzativi sostenibili. C'è bisogno di più coraggio e maggiore innovazione dentro al mondo dei servizi educativi, per evitare il rischio di autocelebrazione, che molto spesso avvertiamo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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