Da Pio XII a Bergoglio: così Don Camillo ha ispirato tutti i Papi
Brescello: Francesco a Firenze è soltanto l’ultimo caso. Pacelli incontrò Fernandel... «il prete più famoso di me»
BRESCELLO. In Vaticano sarebbe forse stato ripreso per i suoi modi un po’ troppo burberi e sanguigni. Ma, al di là delle sue “uscite” non sempre ortodosse, Don Camillo ha sempre goduto di grande credibilità e stima da parte dei pontefici.
Ultimo in ordine cronologico a fare riferimento al parroco inventato dalla penna di Giovannino Guareschi è stato Papa Francesco, che in un discorso agli “stati generali” della Chiesa, in cattedrale a Firenze, ha richiamato i pregi del celebre sacerdote di Brescello.
«Mi colpisce come nelle storie di Guareschi – ha detto Bergoglio – la preghiera di un buon parroco si unisca alla evidente vicinanza con la gente. Di sé don Camillo diceva: “Sono un povero prete di campagna che conosce i suoi parrocchiani uno per uno, li ama, che ne sa i dolori e le gioie, che soffre e sa ridere con loro”. Vicinanza alla gente e preghiera sono la chiave per vivere un umanesimo cristiano popolare, umile, generoso, lieto». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.1696885:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.1696885:1649482268/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Un riferimento, quello di Papa Francesco, che a Brescello non è passato inosservato e che ha riempito d’orgoglio i cittadini e i parrocchiani.
Anche don Evandro Gherardi, “erede” naturale di Don Camillo, si è rallegrato per il riferimento messo in atto dal pontefice: «I preti devono stare dalla parte della gente – ha scritto don Gherardi sulla propria pagina Facebook, in commento alle parole del papa Francesco – senza paura e senza compromessi col potere e la ricchezza. Firmato: l’attuale don Camillo», ricevendo oltre un centinaio di “mi piace”. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.10010042:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2014/09/27/fotogalleria/la-processione-con-il-cristo-parlante-e-la-benedizione-del-po-1.10010042]]
Ma l’attuale Papa non è l’unico, negli ultimi anni, ad aver manifestato il proprio gradimento verso Don Camillo e il “mondo piccolo” che compare nei film girati a Brescello.
Il suo predecessore, Benedetto XVI, aveva raccontato in pubblico di divertirsi con i film della saga: una delegazione brescellese si era recata in Vaticano per omaggiare il pontefice con doni “a tema”.
L’incontro, avvenuto nel 2011, fu breve ma in quei pochi attimi Benedetto XVI fece in tempo a chiedere all’ex parroco brescellese, don Giovanni Davoli, se fosse davvero lui il successore di Don Camillo. Insieme al sacerdote, anche il sindaco Giuseppe Vezzani, e una comitiva composta da ben due pullman e un grande striscione di saluto.
Un altro episodio indirettamente legato a Don Camillo è quello che vide protagonista il suo interprete naturale, l’attore francese Fernandel, che nel 1953 venne ricevuto in udienza da papa Pio XII (secondo alcuni, desideroso di incontrare il “prete più famoso di lui”) insieme alla figlia. E, a passare alla storia, in quell’occasione fu l’atteggiamento degli inservienti del Vaticano che lo trattarono l’attore come se fosse uno “del mestiere”, con tutti gli onori del caso.
Non era ancora papa, ma lo sarebbe presto diventato, Angelo Roncalli (il futuro Giovanni XXIII) che non risparmiava risate nel leggere i romanzi di Guareschi.
Olli Rehn in sella al sidecar di Peppone
«Anche Peppone e Don Camillo sosterrebbero il governo Monti». Con queste parole Olli Rehn, ex vicepresidente finlandese della Commissione europea e commissario per gli affari economici e monetari, si “guadagnò” una gita a Brescello. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.4483155:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2012/05/09/fotogalleria/la-visita-di-olli-rehn-al-museo-di-peppone-e-don-camillo-di-brescello-1.4483155]]
Il politico, qualche anno fa, pronunciò queste parole quando fu ospite della Camera dei deputati italiana, e l’occasione venne colta al volo dall’amministrazione comunale brescellese, che lo invitò ufficialmente. Rehn, nel 2012, visitò il paese e i suoi musei, e raccontò che la sua passione per i romanzi di Guareschi risaliva alla sua giovinezza. Si presentò con una copia in finlandese del libro, sul quale volle la dedica scritta da parte del sindaco Giuseppe Vezzani e del parroco don Giovanni Davoli.
LEGGI "Anche don Camillo e Peppone avrebbero apprezzato Monti
Anche uno dei più importanti politici italiani apprezzava i due personaggi: lo storico segretario del Pci Palmiro Togliatti che – nonostante le dichiarate “antipatie” di Don Camillo verso i comunisti – non giudicava negativamente i film anzi, li trovava divertenti, come raccontarono le persone a lui vicine. (a.v.)
La popstar Mika studia l’italiano leggendo il libro “Don Camillo”
Oggi parla un italiano fluente e preciso, e non si vergogna ad ammettere di aver appreso la nostra lingua leggendo i libri scritti da Guareschi su Don Camillo e Peppone.
Mika, una delle popstar più conosciute a livello internazionale e oggi molto noto in Italia per essere uno dei giudici di X-Factor, non ha fatto mistero di aver mosso i primi passi nell’italiano grazie al “mondo piccolo”.
Ad ammettere questa passione era stato Mika stesso, che pubblicò su Instagram questafoto di un libro di Guareschi e che, per questo motivo, venne spesso preso bonariamente in giro dai colleghi che gli facevano notare che il suo fosse un «italiano da Don Camillo». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12433566:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12433566:1649482267/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Il cantante, di origine libanese, è un vero poliglotta che parla correttamente inglese, francese, spagnolo e, oggi, anche italiano.
Chocabek, l'album di Zucchero registrato a Brescello
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.295894:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2010/11/01/fotogalleria/zucchero-a-brescello-per-l-album-dei-ricordi-1.295894]]Un altro che non ha mai fatto mistero di apprezzare Don Camillo e Peppone è il sempreverde Gianni Morandi, cresciuto in un piccolo paese (Monghidoro) dove le contrapposizioni politiche tra “bianchi” e “rossi”, all’epoca della sua gioventù, erano all’ordine del giorno. Il cantautore reggiano Zucchero, infine, scelse i luoghi brescellesi di Peppone e Don Camillo per presentare l’album “Chocabeck”. (a.v.)
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