Enrico Rossi lancia la sfida al Pd di Renzi
Il governatore toscano sarà in città per un dibattito sulla sinistra. E a Reggio partono le grandi manovre per il congresso
REGGIO EMILIA. Le grandi manovre sono pronte a cominciare. E gli schieramenti iniziano a prendere posizione, anche se la data del congresso nazionale Pd non arriverà prima del 2017, quando finalmente si aprirà la sfida per contendere la leadership al premier e segretario nazionale Pd, Matteo Renzi. Una partita per la quale il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha già mostrato disponibilità a candidarsi, cominciando a raccogliere in tutta Italia le prime adesioni. Anche a Reggio Emilia, dove la pattuglia degli orfani di Bersani e di Civati non ha mai digerito fino in fondo l’impronta che Renzi ha dato in questi anni al partito. E sarà proprio il futuro della sinistra italiana ed europea uno degli argomenti al centro dell’incontro in programma il prossimo 5 dicembre alle 17 al teatro Piccolo Orologio, dove il governatore toscano discuterà di diritti, di uguaglianza e di lotta alla povertà insieme ad alcuni esponenti del Labour Party inglese, guidato da Jeremy Corbyn.
Un’iniziativa già dal sapore congressuale, promossa dalla consigliera regionale Pd, Silvia Prodi, la prima esponente politica reggiana ad uscire ufficialmente allo scoperto nel dare il suo sostegno al presidente della Toscana. Un endorsement nato anche in seguito a un incontro avvenuto a Firenze, dove tra la consigliera e il governatore sono emerse affinità sui temi in agenda del dibattito politico.
Ed è proprio attorno a Silvia Prodi che i “non renziani” stanno cercando di fare quadrato, in modo da non arrivare impreparati all’appuntamento congressuale. Uno schieramento ancora in divenire, ma dove potrebbe collocarsi insieme alla Prodi anche un ex civatiano come Mirko Tutino.
Una candidatura, quella di Rossi, alla quale guarda con attenzione anche il deputato Paolo Gandolfi, che tuttavia preferisce parlare di idee prima che di nomi: «Dobbiamo creare una proposta seria e riorganizzare le idee - afferma – da questo punto di vista, lo sfidante non sarà misurato sulla base del suo antirenzismo. Se andrò a sentire Rossi? Io ci sarò. E penso che debbano essere presenti all’incontro anche i renziani. O comunque tutti coloro che hanno voglia di confrontarsi sulle proposte».
L’arrivo del governatore toscano non scalda invece l’animo del segretario cittadino Pd, Mauro Vicini, ex bersaniano, che rileva come l’appuntamento non sia tuttavia un’iniziativa ufficiale del partito. «Io vado in tutte le iniziative Pd, ma per questo evento non ho ricevuto ancora alcun invito - commenta – Penso che parlare di congressi e candidature sia prematuro. Ciò che mi sta a cuore sono in primo luogo gli iscritti e gli elettori, che per il Pd rappresentano un elemento importante molto più dei comportamenti della dirigenza». (e.spa.)
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