Gazzetta di Reggio

Reggio

I tornitori del futuro un mestiere ricercato

di Roberto Fontanili
I tornitori del futuro un mestiere ricercato

Alla “gara” organizzata a Reggio nella sede dell’agenzia interinale Randstadt anche i datori di lavori pronti a ingaggiare i migliori programmatori Cad

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REGGIO EMILIA. Il tornitore può tornare a essere un lavoro del futuro. Una professione che non è più quella dell’operaio alle prese con macchine ingombranti, rumorose e sporche d’olio che richiedono un lavoro spesso ripetitivo e pesante. Le nuove macchine su cui lavorano i moderni tornitori oggi sono computer per la programmazione delle macchine a controllo numerico che disegnano un pezzo con un programma cad. Sono queste le macchine quotidianamente nel settore della meccanica o nell’oleodinamica, o la meccanica agricola. Un lavoro profondamente cambiato, ma che richiede la stessa abilità del passato, capacità di leggere un disegno, conoscenza della meccanica, precisione e manualità.E soprattutto voglia di imparare. I tornitori sono figure professionali oggi ricercatissime dalle aziende reggiane che non riescono a trovare non solo chi ha già maturato un’adeguata esperienza ma anche chi sia disposto a imparare un nuovo mestiere che garantisce uno stipendio e un’occupazione certa. Figure tanto difficili da trovare che ieri mattina un qualche imprenditore ha voluto assistere alle prove pratiche del campionato tornitori Randstad . La prova pratica sostenuta nella sede reggiana dell’agenzia interinale era il punto di arrivo di un corso di formazione teorico - pratico di 160 ore a cui hanno partecipato una ventina di persone in età compresa tra i 22 e i 45 anni. E poco conta alla fine chi sia risultato essere il miglior tornitore reggiano, rispetto alla possibilità di trovare un’occupazione stabile e subito. Come ci hanno raccontato il ventiduenne Carmelo Lasagna, originario di Siracusa e a Reggio da alcuni anni, che dopo aver seguito un corso Enaip ora sta cercando «un lavoro che mi soddisfi e mi dia un futuro certo». Ieri mattina appena ultimata la prova, alcuni di loro hanno avuto l’occasione di sostenere un colloquio di lavoro con un’imprenditrice alla disperata ricerca di queste figure professionali. «Di tornitori non se ne trovano. E non parlo solo di persone con esperienza, ma nemmeno di giovani disposti a mettersi in gioco e a imparare», ci ha detto quasi rassegnata Giorgia Rossi titolare della Fol. Vez di Campagnola Emilia che con una ventina di dipendenti si occupa di lavorazioni meccaniche e impregnatura e che ieri era lì apposta per vedere se c’era qualcuno come ci ha detto “su cui investire e che accettasse un’assunzione in prova di due o tre giorni per conoscersi e capire se il lavoro può piacere”. Poi si passa per assunzione per periodi crescenti fino ad arrivare al tempo indeterminato con uno stipendio iniziale di 1.2500 euro al mese.

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