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In un bar di Reggio Emilia, un’opera d’arte al posto delle slot machine

di Chiara Cabassa
In un bar di Reggio Emilia, un’opera d’arte al posto delle slot machine

Piazza pulita all’Incontro di via Matteotti: il titolare ha detto basta alle Vlt nel suo locale. Sui muri lasciati liberi un racconto a colori firmato dall’illustratrice Elisa Pellacani

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REGGIO EMILIA. Dove, fino a un mese fa, dietro un separé si nascondevano pavidamente tre slot machine con i loro imperterriti giocatori, oggi svetta orgoglioso di esserci e di mostrarsi un coloratissimo murale tutto da sfogliare. Dall’inizio alla fine. Per poi ricominciare. Si sfoglia con gli occhi dal momento che, a ogni battito di ciglia, cogli il particolare che non ti aspetti e si svela il significato fino a un attimo prima negato.

Accade al bar “L’Incontro”, all’incrocio tra via Matteotti e via Terracchini, a pochi passi dal centro. A creare la magìa un’illustratrice reggiana nota per le sue poliedriche performance in Italia e all’estero, Elisa Pellacani. E un barista, Michel Tej (origini tunisine e slang reggiano) che ha saputo e voluto guardare oltre per fare diventare il proprio locale sempre più un luogo che favorisce incontri e rinsalda amicizie. Senza separé. Alla luce del sole. Domani, alle 17, l’inaugurazione ufficiale. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12438117:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/11/13/fotogalleria/reggio-emilia-al-posto-delle-slot-l-azzardo-di-un-opera-d-arte-1.12438117]]

Elisa, che frequenta abitualmente il bar “L’Incontro” avendo a due passi il proprio studio, un giorno entra e vede che Michel sta dando “una mano di bianco” sulle pareti finalmente libere dalle slot. Tutto quel bianco, all’artista, deve apparire come un gran spreco di spazio rubato all’immaginazione. E la stessa cosa deve aver pensato Michel quando, rivolgendosi alla sua speciale cliente, le chiede se per caso non ha qualche idea... Idea? In un paio di settimane di lavoro, soprattutto by night, ecco che la fantasia prende forma.

«Un mese fa - racconta Michel - quando è scaduto il contratto ho potuto finalmente liberarmi dalle slot machine. Non sopportavo vedere gente che passava la giornata attaccata a quelle macchinette. Non riuscivo a capire come le persone finissero per rovinarsi in quel modo. E poi diciamolo, chi gioca ama nascondersi, ma un bar deve essere un luogo d’incontri. E ora, grazie a questa parete colorata, lo è diventato per davvero».

Diciotto metri quadrati. Queste le dimensioni del murale che scorre su due pareti d’angolo e su una colonna al centro. «Quelle due pareti - racconta Elisa - mi hanno subito fatto pensare ad un libro aperto tutto da inventare. Cosa potevo chiedere di meglio? E così, scartando quasi subito l’idea di un progetto da studiare a tavolino... mi sono messa a tracciare sul muro segni con una matita e quelle linee hanno ben presto dato vita ad un microcosmo popolato da personaggi capaci di stupire anche me».

Ed ecco che un grande albero offre riparo a un sottile gioco di sguardi tra le enigmatiche figure che vivono nell’immaginario fantastico di Elisa Pellacani. C’è l’uomo civetta, che spunta sornione dall’albero. Non può mancare l’aviatore con l’immancabile mappa in mano (aperta sulla Tunisia, affettuoso omaggio a Michel) e lo sguardo rivolto oltre. In alto a destra, proprio di fianco alla Coca Cola, una sirena esce dal mare... in basso a sinistra il gattino che legge un libro.

In mezzo orologi, tazze e teiere che rimandano all’Alice di Carrol, o forse è solo un’impressione. Così come è un gioco di carte (lieve ma diretto riferimento alle slot scomparse) quello che si legge sulla colonna. Da un lato una giovane donna fa l’occhiolino tenendo in mano un seducente asso di cuori. Ma se giri l’angolo a guardarla è un uomo che pare risponderle con il suo asso di picche.

Lo sguardo è di quelli severi che lasciano ben poche speranze, ma sulla sua testa si rincorrono cuoricini rossi che rimandano a una ben diversa conclusione. Anche perché sulla coppia incombe il biblico serpente che porge loro una tazza... di karkadé ? E poco più in là, una mela occhieggia. E non si può non notare il pinguino che evoca il felice incontro di Elisa Pellacani con Silvio D’Arzo, quasi un cameo. “Attese e incontri” è il titolo dato dall’autrice al murale: perché forse, il miglior azzardo, è proprio l’arte.

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