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La grande cena di Boorea si fa in quattro

Roberto Fontanili
La grande cena di Boorea si fa in quattro

Il 2 dicembre si raccoglieranno fondi per progetti a Finale Emilia, nel Piacentino, in Libano e Brasile

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REGGIO EMILIA. Grande cucina con chef di indiscussa fama, voglia di stare insieme e solidarietà concreta, in un mix che da sedici anni funziona benissimo. Per l’ormai tradizionale grande cena di Boorea, che quest’anno è in programma mercoledì 2 dicembre nella sala delle feste di Correggio, si stanno già mobilitando un centinaio di persone tra rezdore, camerieri e volontari Auser.

L’intero ricavato dell’evento 2015 sarà destinato a due progetti in Brasile e il Libano, per contribuire alla ricostruzione dell’asilo parrocchiale di Finale Emilia e per sostenere la comunità della Valnure nel Piacentino, colpita di recente dall’alluvione.

L’obiettivo, hanno spiegato gli organizzatori, è superare i quasi 800 partecipanti alla cena dello scorso anno e l’incasso di 20mila euro. Cifra che portato il totale dei fondi raccolti da Boorea in quindici anni a oltre 300mila euro interamente utilizzati per finanziare progetti in otto Paesi diversi.

L’iniziativa benefica è stata presentata ieri dal presidente di Borea Luca Bosi, dall’assessore Valeria Montanari, da don Romano Zanni, (direttore del Centro missionario diocesano), da Nadia Riccò (Gruppo volontariato civile) e dallo chef Gianni D’Amato, del Caffè Arti & Mesteri di Reggio (per il terzo anno tra i cuochi della serata), attorniati dai rappresentanti delle numerose cooperative reggiane che hanno aderito all’iniziativa e che assieme ad Arci, garantiscono la riuscita della manifestazione. Con D’Amato ai fornelli ci saranno Giovanna Guidetti dell’Osteria La Fefa di Finale Emilia e Isa Mazzocchi del ristorante stellato La Palta di Borgonovo Val Tidone (Pc), che prepareranno un menù ricco fatto di erbazzone contemporaneo, bolliti, pisarei e fasò, e piatti come la Torta degli ebrei (salata) e come dolce la Taccolenta degli Estensi. Tutto al prezzo di 30 euro, solo grazie al lavoro dei volontari che consente di contenere i costi della serata. Anche i tre chef non percepiscono alcun compenso e contribuiscono dunque in prima persona alla serata di solidarietà.

Tutto il ricavato sarà suddiviso per i progetti scelti quest’anno. In particolare il primo, illustrato da don Zanni, prevede la realizzazione di orti comunitari per gli oltre 700 bambini della favela di Jandira (che si trova a 30 km di San Paulo del Brasile) dove opera il sacerdote don Giancarlo Pacchin e il volontario reggiano Claudio Meglioli con il sostegno del Centro Diocesano di Reggio. Il secondo progetto invece, ha detto Nadia Riccò, «è portato avanti dall’ong Gvc e punta a costruire e ripristinare i servizi idrici per le quindici comunità di rifugiati siriani che vivono nei campi profughi della valle della Beka in Libano. Un lavoro che è solo una parte dell’assistenza che Gcv sta garantendo in quelle zone dove è presente anche il cooperante reggiano Federico Salsi».

Ci sono ancora posti disponibili per la cena. Prenotazioni allo 0522530909 - 299356, oppure boorea@boorea.it.

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