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Servizi per l’infanzia

Summit con l’assessore regionale al Welfare

Summit con l’assessore regionale al Welfare

La vicepresidente Gualmini a Reggio per parlare di flessibilità, tariffe e standard educativi

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REGGIO EMILIA. Rivedere la legge sui servizi educativi per la prima infanzia, ragionare su una maggiore flessibilità organizzativa dei nidi, dare indicazioni ai Comuni per uniformare le tariffe, adeguare il rapporto educatori-bambini agli standard nazionali. Sono alcuni temi che saranno affrontati in una serie di incontri promossi dalla vicepresidente e assessore alle Politiche di welfare della Regione, Elisabetta Gualmini, con gli amministratori locali delegati alle politiche per l’infanzia. L’obiettivo è quello di raccogliere contributi utili per definire il nuovo programma di sviluppo delle politiche regionali rivolte al sistema educativo.

La prima tappa degli incontri, che proseguiranno fino a dicembre, è prevista domani mattina a Reggio Emilia, alle 10.30, nella sede della Provincia .

«Un confronto politico a tutto tondo con tutti i decisori locali coinvolti nella rete dei servizi educativi da 0 a 6 anni – anticipa la vicepresidente Gualmini –. Solo partendo dall’ascolto si possono capire meglio le cose, per poi eventualmente modificarle. L’obiettivo è quello di andare incontro alle esigenze profondamente cambiate dei nuclei familiari presenti in regione e non di chiudersi in se stessi e di proporre costantemente le medesime soluzioni ai problemi che cambiano, senza scordarsi di creare modelli organizzativi sostenibili».

Per la vicepresidente della Regione, «non sarà il solito e stancante dibattito basato sulla contrapposizione tra flessibilità da un lato e qualità dei servizi dall’altro. C'è bisogno di più coraggio e maggiore innovazione dentro al mondo dei servizi educativi, per evitare il rischio di autocelebrazione, che molto spesso avvertiamo».

La Regione Emilia-Romagna è intervenuta sul sistema educativo per la fascia di età 0-6 nel 2012 con tre provvedimenti coordinati: la legge 6/2012 (che ha aggiornato quella del 2000), una direttiva in materia di requisiti strutturali e organizzativi e le linee guida per la valutazione della qualità di tutti i servizi.

La vicepresidente della Regione è intervenuta spesso sul tema della flessibilità dei servizi per l’infanzia, che viene invocata da più parti, anche per contrastare il calo degli iscritti che si è registrato in questi anni di crisi. Il modello del passato era frutto di un periodo dove le persone avevano tempi di lavoro rigidi e ben definiti. Il quadro è completamente cambiato e pertanto è necessario che pubblico e privato vadano maggiormente incontro alle esigenze delle famiglie, che in alcuni casi sono impegnate anche nei giorni festivi.

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