Gazzetta di Reggio

Reggio

«Taxi scarsi? Servono le preferenziali»

di Evaristo Sparvieri
«Taxi scarsi? Servono le preferenziali»

Fabrizio Bigi (Unitaxi) sull’ipotesi di aumentare il parco mezzi cittadino: «Ok a nuove licenze, ma mancano corsie dedicate»

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REGGIO EMILIA. «Anche noi da tempo chiediamo nuove licenze, perché facciamo fatica. Sui numeri ne parleremo. Ma il servizio può essere migliorato anche in un altro modo. Come? Per esempio mettendo a disposizione delle corsie preferenziali». Così Fabrizio Bigi, ex presidente del Consorzio dei tassisti reggiani e rappresentante Unitaxi, commenta l’intenzione mostrata dal Comune e dall’Agenzia per la mobilità di aumentare gradualmente il numero delle licenze, incrementando il parco taxi presente in città.

Un intervento considerato urgente soprattutto alla luce dell’aumento di richieste emerso con la stazione Mediopadana, per le quali i 36 taxi attivi in città non sono più considerati un numero adeguato. Il piano è già pronto in Provincia. E l’intenzione dell’Agenzia per la mobilità è quello di introdurre gradualmente le nuove licenze a cominciare già dal 2016, in modo da avvicinarsi nel giro di qualche anno a quota cento taxi nell’area vasta, di cui 66 in città. Numeri che Bigi preferisce non commentare direttamente, ammettendo tuttavia che anche da parte degli stessi tassisti si avverte la necessità di introdurre nuove leve. «Siamo da tempo a conoscenza del piano – spiega – e sappiamo che il numero dei cento taxi verrà spalmato in diversi anni. Aumentare il numero di licenze ci darebbe di certo modo di respirare un po’ di più rispetto ad ora. E non abbiamo da opporre particolari resistenze. Questo, però, è un discorso di là da venire». Per Bigi, tuttavia, il miglioramento del servizio non passa esclusivamente da un incremento del numero delle licenze. E, fra gli interventi necessari, sottolinea soprattutto la necessità di mettere a punto percorsi dedicati per i taxi, con l’inserimento di corsie preferenziali.

«I taxi viaggiano insieme a tutte le altre auto – aggiunge – Non abbiamo corsie preferenziali, e nelle ore di punta diventa davvero un problema raggiungere alcune parti della città. Il problema è quindi sì la mancanza di mezzi, ma anche la viabilità. E girare con i trenta mezzi già attivi in alcune ore diventa davvero impossibile».

Quanto al piano pronto in Provincia, è lo stesso direttore dell’Agenzia per la mobilità, Michele Vernaci, a tornare sull’argomento, sottolineando come rientri nella “Revisione del piano provinciale del trasporto pubblico non di linea Taxi ed ncc”, riguardante l’intero territorio provinciale. «Questo studio – aggiunge – che ha valore tecnico, è stato sottoposto a valutazione in Commissione consultiva Taxi ed ncc e successivamente le associazioni hanno avuto modo di esprimere i loro pareri che, a loro volta sono stati notificati alla Provincia». Per lo stesso Vernaci, il piano non è affatto “disperso”: «La Provincia assume un ruolo fondamentale nel percorso di valutazione del contingente con una particolare attenzione ai riflessi economici che l’introduzione di variabili di questo tipo comportano sul settore del trasporto pubblico non di linea. Il presidente della Provincia, Giammaria Manghi, venuto a conoscenza della questione a seguito di un colloquio assai recente, mi ha assicurato l’impegno per una fattiva risoluzione della vicenda».

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