Arriva l’anti-taccheggio per il Parmigiano Reggiano
Codici identificativi non asportabili e tripla matricola come deterrenti contro furti e contraffazioni
REGGIO EMILIA. Dall’inizio dell’anno sono dieci i colpi andati a segno nella sola provincia di Reggio Emilia: oltre 1200 forme di Parmigiano Reggiano che hanno preso il volo per, per un fatturato perso dai caseifici superiore agli 800 mila euro.
Anche per questo, il Consorzio sta lavorando a due nuove misure contro i furti e la contraffazione, “approfittando” dell’esigenza di sostituire le cosiddette fasce marchianti. Un’attività che normalmente si svolge ogni cinque anni, ma che è stata anticipata proprio per introdurre i correttivi. Le fasce con il marchio consentono la tracciabilità di ogni singola forma, indicando da quale caseificio provengono.
Le nuove fasce presentano un identificativo che in qualche modo può essere considerato una misura antitaccheggio: è una numerazione non asportabile, di fatto una matricola antifurto che dovrebbe ridurre il rischio teorico di contraffazioni (ovvero dell’utilizzo di fasce falsificate) consentendo un controllo immediato agli ispettori del consorzio che possono confrontare il codice identificativo rispetto ai dati contenuti nel database generale.
La seconda novità che si sta introducendo in queste ore è legata alla lotta alle bande del Reggiano. Le forme, una volta rubate, vengono porzionate in punte e rivendute su vari canali, dai mercatini rionali del Sud Italia all’estero. Le nuove fasce con il bollo a fuoco, oltre all’indicazione della matricola e del mese di produzione, avranno una “carta d’identità rafforzata”, con queste due indicazioni (matricola e mese) inserite in altri due punti.
Questo per rendere più difficile il compito degli scalpellatori, ovvero i ladri-artigiani che “scavano via” questi due elementi per rendere non più individuabile l’origine di ciascuna forma.
L’operazione, oltre che servire (teoricamente) da deterrente, dovrebbe anche rafforzare il brand del prodotto, un po’ sul modello delle etichette dei vini pregiati.
Secondo il presidente del Consorzio Giuseppe Alai, i furti ora hanno più le caratteristiche del mordi-e-fuggi , rispetto alla sottrazione di centinaia di forme avvenuta in un passato non troppo lontano. Il rafforzamento delle difese passive sta dando i suoi frutti.
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